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Ghana Innovation Farm: i progetti vincitori del 3° Manni Group Design Award

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Ghana Innovation Farm: i progetti vincitori del 3° Manni Group Design Award

17 mar, 2022

Annunciati i vincitori del Manni Group Design Award 2021, che premia le ultime tendenze della costruzione a secco al servizio della catena del freddo in Africa. Sul podio tre giovani team selezionati dalle archistar della Giuria internazionale.

 

La crisi alimentare globale è uno dei temi più urgenti per l’umanità: il Manni Group Design Award, quest’anno alla sua terza edizione, ha lanciato una sfida per lo sviluppo di un polo agroalimentare in Africa Occidentale.

Il GHANA INNOVATION FARM promosso da InspiraFarms in Ghana sarà un Hub altamente tecnologico, con aree dedicate alla formazione e infrastrutture per una cold chain efficiente che, in accordo con il programma di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, supporterà gli agricoltori locali nella stagione dei raccolti e nel periodo successivo.

La risposta del mondo dell’architettura è stata straordinaria, con la partecipazione al contest di team provenienti da 86 nazioni nei 5 continenti. Le proposte più innovative sono state selezionate dal panel di giudici internazionale, tra cui Eduardo Souto de Moura (Souto de Moura Architects), Andreas Fries (Herzog & de Meuron), Giancarlo Mazzanti (El Equipo Mazzanti), Raul Pantaleo (TAMassociati), Giuseppe Grant (Orizzontale).

Criterio fondamentale è stata l’attenzione alla sostenibilità del progetto, sia in fase di costruzione che sul lungo termine, grazie all’uso delle tecnologie per la costruzione off-site di Manni Group e dei suoi partner, che hanno portato anche all’assegnazione di 4 GOLD Mentions.

Il Manni Group Design Award 2021 conta sul patrocinio di SACE, l’Agenzia Italiana per il Credito all’Export, Global Cold Chain Alliance (GCCA), Ifria, Fondazione Promozione Acciaio; Main Sponsor BASF; Sponsor RENOLIT Alkorplan Roofing Products e ROCKWOOL.

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Abbiamo avuto il piacere di valutare un ventaglio di elaborati ideati da progettisti provenienti da ben 86 Paesi per trovare i migliori design di questo hub dedicato alla catena del freddo e allo sviluppo di competenze locali, affiancati da giudici di altissimo spessore quali Eduardo Souto de Moura e Herzog & De Meuron, oltre a un rappresentante del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite. I tre vincitori che si sono aggiudicati il podio, rappresentanti di Belgio, Danimarca e Polonia, hanno sviluppato design dallo stampo molto personale che ha permesso loro di conferire un'identità unica al progetto, rimanendo allo stesso tempo molto coerente con il concept alla base del concorso e abilmente all’interno del contesto africano. Sicuramente rilevante nel criterio di selezione dei progetti è stata anche l’attenzione rivolta all’aspetto energetico in un’ottica di sostenibilità, elemento perfettamente in linea con le nostre strategie di Gruppo. Da sottolineare poi il grande lavoro svolto dai vincitori delle Gold Mention, che riteniamo abbiano saputo impiegare al meglio le tecnologie off-site messe a disposizione all’interno dell’abaco”, afferma Enrico Frizzera, CEO e General Manager di Manni Group.

Anche il giurato Giuseppe Grant, Orizzontale, condivide il suo pensiero:

I tre progetti vincitori del Ghana Innovation Farm sono stati selezionati tra centinaia di proposte molto valide. A mio parere i vincitori hanno dimostrato un'eccezionale padronanza progettuale nell’elaborare delle proposte molto ben strutturate e fattibili. Ho molto apprezzato in questi progetti l’equilibrio che c’è tra la ricerca architettonica della forma e l’utilizzo di materiali e tecnologie costruttive locali, i quali concorrono a creare soluzioni bioclimatiche non banali senza cadere mai in virtuosismi estetici eccessivi. Credo che il concorso di idee sia stato un’importante occasione per tutti i partecipanti di esercitarsi come progettisti su temi così importanti, sono sicuro che gli servirà nel futuro!”

Scopriamo di seguito i primi tre classificati del GHANA INNOVATION FARM contest.

 

1° PREMIO | SAPLAB, The Innovation Farm | Belgio

Due viali a croce formano il fulcro ordinatore del polo agroalimentare: l’asse longitudinale permette il traffico dei mezzi da e per l’azienda, quello trasversale la collega alla rigogliosa campagna circostante attraverso l'impluvio, grazie al quale la lavorazione del raccolto può svolgersi indisturbata.

Proviene dal Belgio il team vincitore SAPLAB, costituito da Shiran Potié, Arno Goedefroo, Maurice Demeyer, Robin Feys. L’attenzione degli architetti si è focalizzata sull’innovation center dell’Hub, che si serve delle moderne opportunità dell’acciaio per creare un edificio altamente efficiente, valorizzando allo stesso tempo la cultura locale. The Innovation Farm combina la funzionalità delle infrastrutture per la filiera agricola con il benessere psicofisico dei lavoratori offerto dalle aree relax.

Grande risalto è stato dato alle diverse tecnologie di Manni Group, presenti in ogni parte dell’edificio, e all’ottimizzazione dei materiali scelti per la costruzione. È lo “Sgabello d’Oro” della cultura Ashanti il concept per il design della copertura, dove la struttura curva del tetto verde è sostenuta dalla carpenteria pesante in acciaio di Manni Sipre: ogni capriata realizzata con il sistema GreenROOF ha una geometria identica, ma è ruotata in modo diverso per definire l’inclinazione del tetto; la struttura secondaria è composta da travi in legno tenero locale, che riduce il costo causato dal trasporto.

Per le pareti sono stati scelti i pannelli sandwich Isopan, qui caratterizzati da un pattern superficiale che si ispira alla stampa tipica del tessuto Kenthe: l’innovazione tecnologica dei sistemi per l’isolamento termico si coniuga così alla storia e alla cultura locale del Ghana.

Con un uso minimo di materiale e un'organizzazione efficiente del programma, viene creato uno spazio molto flessibile e tuttavia specifico. I quattro edifici raggruppati attorno ad un crocevia evocano un piccolo borgo inserito dolcemente nel paesaggio circostante”, Andreas Fries, di Herzog & de Meuron.

The Innovation Farm riconosce il contesto incorporando il progetto all’interno del paesaggio, ottenendo un'architettura sottile e leggera. La gestione del tetto nel progetto realizza un linguaggio interessante che unisce il controllo passivo e la sostenibilità con la ricchezza spaziale”, Giancarlo Mazzanti, dello Studio El Equipo Mazzanti.

Abbiamo passato in rassegna un gran numero di progetti ben sviluppati, incentrati su innovazione, sostenibilità, integrazione con i campi, i paesaggi e le culture locali, sviluppati con diverse prospettive e soluzioni. Semplicemente fantastici, e congratulazioni al progetto vincitore”, Manuel Kabana, Ifria.

 

2° PREMIO | POTeam, One Roof |Danimarca

Un progetto open source realizzato con le risorse locali: One Roof non è solo un hub di celle frigorifere, ma un modello costituito da diversi principi che possono essere replicati, trasformati e migliorati a seconda delle necessità della comunità.

La medaglia d’argento del contest va al danese POTeam – composto da Omar Dabaan, Paul Schrijen, Paola Carrara, Faiza Hamid – per aver creato un concept altamente funzionale destinato a un luogo di lavoro sano e sociale, che sia strettamente connesso al paesaggio agricolo che lo alimenta e lo integri con le sue esigenze di polo di stoccaggio e distribuzione.

L’edificio sfrutta al meglio la termoregolazione naturale data dalla scelta di materiali e tecnologie a secco, secondo principi che si trovano in molte moschee dell’Africa subsahariana: questi formano un ibrido tra il meglio delle tradizioni locali, delle competenze e della nuova economia con un potenziale ingegneristico globale.

La struttura modulare in Light Steel Frame è completata da pareti realizzate con gli scarti della canapa, prodotte con una tecnica simile a quella dei mattoni di fango comuni nel mercato edile locale: l’Hempcrete ha enormi proprietà isolanti e il Ghana si trova in una posizione unica per avviare una catena di produzione per questo nuovo materiale sostenibile. Come visibile nel dettaglio tecnico gli architetti hanno scelto Isodeck PVSteel per il tetto piano dell’edificio, su cui sono installati i pannelli fotovoltaici di Manni Energy che forniscono l’elettricità necessaria. Un sapiente sistema di camini consente infine il raffreddamento passivo dell’aria che, sebbene nelle aree di stoccaggio siano richieste temperature molto basse, porta un risparmio energetico notevole.

Un'innovativa combinazione di acciaio, cemento e intonaco consente una costruzione sostenibile, architettonicamente accattivante e molto radicata nel contesto. Il modo in cui i diversi volumi sono raggruppati insieme restituisce una sequenza di spazi interni ed esterni molto attraente”, Andreas Fries.

One Roof proietta in modo completo il rapporto tra attività e natura, avendo una gestione tecnica autoctona e dando priorità alle attività collettive attraverso il patio risultante dal rapporto tra gli edifici”, Giancarlo Mazzanti.

 

3° PREMIO | J.Przybylska A.Holdenmajer | Along the street. Polonia

Il concept alla base del progetto si basa su una parola, la strada. Come le vie delle città del Ghana sono il luogo dove trascorre la vita degli abitanti, così la strada viene calata nel design dell’Innovation Farm dove diventa il nucleo attorno al quale si sviluppano gli edifici in base alla loro funzione.

Il terzo posto del Manni Group Design Award 2021 spetta al duo polacco Agata Holdenmajer e Jagna Przybylska: per Along the street hanno voluto che chi giungesse all’Hub per imparare potesse farlo in una struttura all’avanguardia, in cui aule, laboratori e uffici siano costruiti con materiali e tecniche moderne.

Tutte le tecnologie proposte da Manni Group sono state utilizzate nel progetto. I quattro edifici per la lavorazione del raccolto e la didattica hanno una struttura portante in Light Steel Frame di Manni Green Tech e sono rivestiti dalle facciate ventilate della gamma ADDWind di Isopan, mentre i tetti piani con pannelli Isodeck PVSteel supportano l’impianto fotovoltaico di Manni Energy. Per garantire l’isolamento delle celle frigorifere, infine, sono stati adottati i pannelli Isofrozen di Isopan.

In Ghana la luce del sole è molto invadente. Per proteggere gli utenti dell’azienda dal calore, i blocchi di edifici sono collegati da un tetto comune, una pergola in bambù che crea passaggi ombreggiati. Al centro una mensa/caffetteria circolare favorisce la socialità: questa si sviluppa attorno a un cortile aperto ed è priva di porte e finestre per avere una ventilazione naturale costante.

Oltre a un'accurata allocazione delle diverse parti del programma per garantire processi produttivi ottimali, il progetto tiene in considerazione i bisogni degli esseri umani, consentendo molteplici interazioni sociali lungo una strada interna urbana con un’accogliente piazza del paese”, Andreas Fries.

LUNGO LA STRADA, integra il programma con uno spazio circolare significativo per la comunità e lo collega attraverso la copertura semipermeabile, che scherma il percorso e tutela chi ne usufruisce”, Giancarlo Mazzanti.

 

L’architettura raggiunge il suo scopo più alto quando migliora la qualità della vita delle persone: congratulazioni ai vincitori del contest e ai numerosi partecipanti, che hanno saputo andare oltre il concetto di catena del freddo e vedere il potenziale di sviluppo del capitale umano di una filiera alimentare efficiente.

Scritto da

Raffaele Bulgarelli - Digital Marketing Expert presso Manni Group
Raffaele Bulgarelli - Digital Marketing Expert presso Manni Group

Raffaele, Digital Marketing Expert di Manni Group, collabora in modo sinergico con Isopan entrando in contatto con il mondo tecnico del pannello sandwich e osservando i trend evolutivi dell’edilizia. Grazie alla formazione in Architettura ha un occhio attento su temi e attività online che coinvolgono i progettisti e gli architetti.

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