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Punti deboli nella catena del freddo, una questione di struttura

Catena del freddo

Punti deboli nella catena del freddo, una questione di struttura

21 set, 2021

Alcuni prodotti del settore alimentare, chimico e farmaceutico necessitano di essere lavorati, movimentati e stoccati a temperature molto basse, spesso al di sotto dello 0°.Taluni prodotti possono richiedere temperature di conservazione inferiori ai -10º C o a -18º C. Queste temperature evitano il formarsi di microorganismi che potrebbero alterare le proprietà dei prodotti alimentari e farmaceutici mettendo a rischio la sicurezza del consumatore.

Risulta evidente, quindi, l'importanza di assicurare la continuità del freddo in ogni passaggio della cold chain

  • durante la lavorazione in fabbrica;
  • quando il prodotto finito esce dallo stabilimento ed entra nel camion dei trasportatori; 
  • quando arriva a destinazione e viene consegnato ai distributori; 
  • nell'ultimo passaggio dal distributore al cliente.

I punti deboli di questo processo rendono particolarmente delicato il supply chain management e portano i progettisti a evidenziare esigenze di costruzione specifiche per la catena del freddo.

I principali strumenti per mantenere la catena del freddo costante, rispettando ogni passaggio della supply chain, sono il monitoraggio continuo della temperatura e l’uso di materiali isolanti adeguati e performanti che consentano una conservazione delle basse temperature.

Dal punto di vista costruttivo, Manni ha fornito una valida risposta al mercato attraverso i pannelli isolanti Isopan con cui realizzare celle frigorifere e ambienti di lavoro a temperatura controllata.

L’obiettivo dei pannelli coibentati Isopan e delle tecnologie ad essi connesse, tra cui i giunti per pannelli, è fornire una soluzione che non solo assicuri un corretto isolamento termico, ma anche una buona tenuta all’aria, un comportamento resistente al fuoco ed elevati livelli di pulizia e igiene.

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Progettare secondo le necessità degli ambienti

La gestione della supply chain nell’industria del freddo è un aspetto nodale dal quale dipendono sicurezza e qualità dei prodotti destinati ai consumatori finali. 

Le fasi che la compongono possono definirsi come gli anelli della catena del freddo, quali:

  • Reparto di produzione
  • Stoccaggio presso la cella logistica del produttore
  • Area di carico per la spedizione
  • Trasporto
  • Scarico presso poli logistici del freddo o punto vendita del cliente
  • Conservazione nei lineari e banchi dei PdV
  • Prelevamento, trasporto e stoccaggio presso il consumatore finale.

Il reparto di produzione e le celle frigo del produttore rappresentano le prime due fasi, nonché quelle fondamentali per la catena del freddo in quanto in esse avviene l’abbattimento della temperatura. Tutte le fasi successive dovranno solo garantirne la stabilizzazione.

Con tali premesse, risulta evidente quanto importante sia progettare ambienti refrigerati adeguati e con alte prestazioni tecniche.

Non solo, è altrettanto fondamentale scegliere la soluzione migliore in relazione alla tipologia di ambiente e alla sua destinazione d’uso.
Tra gli ambienti a temperatura controllata, si distinguono:

  • Clean Room: locali a temperatura e atmosfera controllate con alti standard di igiene, antibattericità e resistenza ai lavaggi delle superfici;
  • Food Room: locali con temperature non inferiori agli 0°C, in cui vengono lavorati e stoccati prodotti alimentari e nei quali possono verificarsi frequenti operazioni di lavaggio delle superfici;
  • Chill Room: locali a temperatura e atmosfera controllate, con temperature non inferiori agli 0°C, predisposti per lo stoccaggio di prodotti ed esposti a frequenti operazioni di lavaggio delle superfici;
  • Cold Room: locali con temperature anche fortemente negative, destinati allo stoccaggio, le cui superfici devono resistere alla proliferazione di funghi e batteri come anche all’azione di agenti chimici.

Nel caso specifico delle Clean Room, la progettazione degli ambienti dedicati allo stoccaggio e alla lavorazione degli alimenti deve consentirne una corretta e costante igienizzazione, in quanto pulizia e igiene costituiscono le principali attività utili a garantire la sicurezza del prodotto lavorato.

In quest’ottica, la combinazione tra i pannelli sandwich Isofrozen e Isofrozen HT con applicazione della tecnologia Leaf, i rivestimenti metallici Food Safe e i trattamenti post-installazione Zero-Bact Isopan, rappresentano una risposta concreta per i progettisti dell’industria del freddo.

Per approfondire l’argomento leggi l’articolo “La catena del freddo nella GDO con un perfetto isolamento termico”.

In particolare, i rivestimenti metallici Food Safe impiegati da Isopan rispondono alle più severe norme in tema di igiene, assenza di rilasci di sostanze e particelle sui cibi e resistenza alla proliferazione di batteri.

Allo stesso modo, il trattamento Zero-Bact di Isopan per superfici metalliche risulta ideale per l’eliminazione di tutti gli agenti patogeni. La tecnologia ha effetti antimicrobici su tutte le superfici interne dei locali in cui si richiedono elevati gradi di igienizzazione.

Rimuove inoltre le sostanze inquinanti dell’aria, odori e VOCs in modo continuativo e completamente sicuro.

Una scrupolosa scelta del tipo di supporto metallico e dei trattamenti post-installazione, è determinante per assicurare un miglioramento sostanziale della resistenza della superficie ai processi di detersione, disinfezione, alla corrosione ed alla formazione di muffe o funghi.

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Le altre fasi della catena del freddo

Subito dopo le prime due fasi, i prodotti attraversano le aree di carico per la spedizione, zone a temperatura controllata generalmente adiacenti alle celle frigo. Dalle aree di carico vengono spostati sui camion già in temperatura.

Prende così avvio la fase del trasporto. Arrivati a destinazione, i prodotti devono essere scaricati presso il polo logistico del freddo oppure direttamente presso i clienti. Lo scarico presso i clienti resta ancora un grosso punto debole.

Soltanto i poli logistici sono in grado di garantire baie di scarico refrigerate. In molti altri casi, invece, lo scarico avviene in piazzale o con ribalte non a temperatura. Questo si traduce nella interruzione della catena del freddo con conseguenti rischi connessi.

Ulteriori punti deboli della catena sono rappresentati dalle ultime due fasi: la conservazione nei lineari e nei banchi dei punti vendita e il trasporto da parte del consumatore finale.

Gli spazi adibiti alla vendita, siano essi lineari frigo o vasche, non sempre rispettano la temperatura minima richiesta. Nei periodi di promo poi, con un sovraccarico di articoli, la criticità aumenta.

Ma il vero anello debole capace di vanificare tutto è il consumatore. Comportamenti non conformi rompono la catena del freddo rischiando di rovinare irrimediabilmente il prodotto portandolo a casa. 

Concludendo, è possibile ritenere cruciale l’adozione di soluzioni progettuali specifiche per l’industria del freddo come pannelli isolanti, giunti, raccordi e finiture utili per assicurare una buona tenuta degli ambienti a basse temperature.

Tuttavia il vero pericolo è nella struttura stessa della catena: i suoi anelli finali. Operazioni di scarico non adeguate, stoccaggio presso i punti vendita ed errato atteggiamento del consumatore finale rompono la catena del freddo generando rischi seri.

Rischi che le elevatissime prestazioni tecniche dei materiali usati nelle prime fasi hanno tentato di evitare.

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Scritto da

Rocco Traini - Coordinamento Ufficio Tecnico
Rocco Traini - Coordinamento Ufficio Tecnico

Coordinatore dell’ufficio tecnico l’Ing. Rocco Traini supporta l’area commerciale per aiutare i clienti ad ottenere la miglior soluzione tecnologica. Con più di 10 anni di attività nel mondo Isopan è oggi un esperto del pannello sandwich e delle sue applicazioni.

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