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Olivetti Theater: i progetti premiati dal Manni Group Design Award 2026

Architettura, offsite e visione: i vincitori del MGDA 2026
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Architettura, offsite e visione: i vincitori del MGDA 2026

Il Manni Group Design Award 2026 Olivetti Theater si è concluso con la selezione dei progetti vincitori, al termine di un intenso lavoro di valutazione svolto in parte ad Ivrea, nel cuore di uno dei contesti più iconici dell’architettura industriale italiana.

Sommario

 

Un’edizione che ha visto architetti e designer da tutto il mondo confrontarsi con una sfida unica: reinterpretare la visione di Adriano Olivetti, immaginando un’architettura capace di integrare lavoro, cultura e comunità, attraverso il linguaggio contemporaneo dell’offsite. Ai partecipanti è stato richiesto di completare il disegno originario del complesso Olivetti, progettando un nuovo auditorium e un sistema architettonico integrato per OLI – Olivetti Leadership Institute, intervenendo sia sulla rifunzionalizzazione dell’edificio esistente sia sulla realizzazione di nuovi spazi.

Il programma prevedeva ambienti per la formazione, la cultura e la socialità: aule, spazi museali, coworking e residenze, insieme a un teatro come fulcro del progetto e a un sistema di spazi aperti capaci di estendere la dimensione comunitaria all’intero intervento. Un esercizio complesso, chiamato a coniugare memoria e innovazione, vincoli reali e libertà progettuale, all’interno di un sito UNESCO di straordinario valore storico e simbolico.

Una giuria d’eccezione per una sfida complessa

La valutazione dei progetti si è svolta all’interno del Palazzo Uffici Olivetti, dopo una visita ai luoghi simbolo dell’area: dall’edificio dedicato ai servizi sociali Olivetti fino alle terrazze affacciate sul sito di progetto.

La giuria, composta da professionisti di rilievo internazionale provenienti dal mondo dell’architettura, dell’industria e della cultura del progetto, ha analizzato ogni proposta con attenzione, consapevole della responsabilità legata a un contesto che rappresenta ancora oggi un riferimento globale.

Andiamo a scoprire i progetti vincitori di questa nuova edizione:

I progetti vincitori

 

🥇 First Prize | Olivetti Theater

Team | I.M.A. | Imanol Guardiola

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Il progetto Olivetti Theater di I.M.A. si è distinto per la capacità di costruire un dialogo misurato e consapevole con il contesto Olivetti, lavorando su tre direttrici principali: il richiamo al linguaggio delle fabbriche di Ivrea, la continuità morfologica e strutturale con l’ala esistente di OLI e l’integrazione delle tecnologie offsite.

Ogni facciata dell’edificio cerca infatti un rapporto specifico con ciò che la circonda: la fabbrica di fronte, il pendio verde retrostante e l’edificio storico adiacente, trasformando lo spazio esterno in parte integrante del progetto.

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La proposta lavora sulla relazione tra le aree non attraverso una connessione fisica diretta, ma tramite una continuità tipologica e morfologica. Questo “silenzio spaziale” tra i due ambiti consente al nuovo intervento di inserirsi con rispetto nel complesso esistente, senza sovrapporsi alla sua identità con le terrazze accessibili che ampliano gli spazi di relazione e stabiliscono un legame diretto con il paesaggio.

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Dal punto di vista funzionale, il progetto organizza con chiarezza un programma complesso: nell’Area A gli spazi vengono riconfigurati in ambienti più semplici, flessibili e aperti lungo le facciate esterne, migliorando la fluidità della circolazione e preservando al tempo stesso l’essenza originaria dell’Olivetti Leadership Institute. Le pareti divisorie delle aule diventano lavagne mobili pivotanti, capaci di integrare due o più ambienti a seconda delle necessità.

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Nell’Area B trovano posto teatro, foyer, spazi di lavoro, residenze, wellness facilities, aree multifunzionali, terrazze e una piazza aperta, componendo un sistema orientato alla vita quotidiana, alla formazione e alla cultura.

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Particolarmente convincente è la gestione del teatro, concepito come fulcro culturale dell’intervento e integrato in un sistema di percorsi, vuoti e affacci. La sezione mostra una sala capace di combinare chiarezza distributiva, qualità spaziale e relazione con la luce, mentre le viste interne restituiscono un ambiente raccolto ma aperto, in dialogo con il paesaggio e con la dimensione pubblica del progetto.

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Anche sul piano tecnico, la proposta dimostra una forte coerenza con il tema dell’offsite. La continuità della griglia strutturale consente una chiara modularità delle colonne; l’intera struttura è prevista in acciaio, con travi e pilastri HEB Manni Sipre dimensionati in funzione delle luci degli ambienti, mentre per le aree a grande campata, come il teatro, sono impiegate travi reticolari. Il dettaglio tecnico approfondisce inoltre l’integrazione tra struttura in acciaio e i sistemi per facciate ventilate Isopan AddWind, confermando l’attenzione alla stratigrafia costruttiva, alle performance e alla realizzabilità del progetto.

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La parola alla Giuria

La giuria ha premiato la capacità del progetto di interpretare la legacy Olivetti senza ricorrere alla citazione formale, ma traducendola in un sistema architettonico contemporaneo, flessibile e profondamente radicato nel contesto. La proposta riesce a tenere insieme memoria industriale, qualità dello spazio pubblico, chiarezza funzionale e fattibilità tecnica, dimostrando come l’offsite possa diventare uno strumento progettuale capace di generare continuità tra patrimonio, innovazione e vita comunitaria.

 

🥈 Second Prize | Collective Theater

Team | WASD1 | Seohyeong Choi, Woowon Seok, Dohyun Kim

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Il progetto Collective Theater parte da una lettura molto precisa del contesto di Ivrea: non considera l’area di intervento come un lotto da riempire, ma come un sistema di relazioni da intensificare. L’idea centrale è quella di una “Overlapping Community”, una comunità sovrapposta pensata per favorire l’interazione tra ricercatori, professionisti e utenti di OLI, attraverso spazi capaci di stimolare scambio, incontro e produzione condivisa di conoscenza.

Il cuore del progetto è la geometria esagonale, derivata dalla struttura a nervature in cemento a 60 gradi del Centro Servizi Sociali progettato da Figini e Pollini. Questo elemento viene assunto come una sorta di DNA storico del sito e reinterpretato come matrice spaziale contemporanea. L’esagono consente infatti connessioni multidirezionali, aggregazioni organiche e una crescita non rigida degli ambienti, superando la logica ortogonale chiusa a favore di un sistema più fluido e relazionale.

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Le masse esagonali non vengono disposte come oggetti isolati, ma si intrecciano e si sovrappongono tridimensionalmente. Da questa scelta nasce l’impianto del progetto: le aree più pure e non intersecate accolgono funzioni riservate come residenze, coworking e wellness, mentre i punti di intersezione diventano Social Nodes, luoghi in cui i percorsi convergono e generano incontri spontanei.

Il programma è organizzato come un ecosistema articolato: coworking, spazi multifunzionali, fitness, yoga, meeting room, community space e teatro convivono in un sistema aperto e connesso. Il teatro, in particolare, si inserisce all’interno di questa rete come dispositivo culturale e collettivo.

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La sezione e i dettagli tecnici mostrano l’integrazione di soluzioni offsite e componenti industrializzati: Fortelia Deck viene impiegata nella copertura piana nella versione cool roof e con l’integrazione del tetto verde, mentre l’intera struttura è realizzata con carpenteria pesante Manni Sipre.

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La parola alla giuria

La giuria ha riconosciuto in Collective Theater un progetto capace di trasformare un elemento costruttivo della memoria Olivetti in una regola generativa contemporanea. La forza della proposta risiede nella capacità di costruire una continuità genuina con il patrimonio esistente: il sistema a 60 gradi diventa una grammatica spaziale per produrre connessioni, comunità e nuove forme di vita condivisa.

Il progetto è stato premiato per la chiarezza del concept, per la coerenza tra geometria, programma e relazioni sociali e per la capacità di interpretare il teatro non solo come luogo di rappresentazione, ma come parte di un più ampio ecosistema della conoscenza. In questo senso, la proposta restituisce una lettura contemporanea della visione olivettiana: un’architettura in cui cultura, lavoro e comunità non sono funzioni separate, ma parti interdipendenti di uno stesso sistema.

 

🥉 Third Prize | Tessera

Team | TESSERA | Davide Del Giudice, Aishe Kokoshi

Tessera interpreta la legacy Olivetti come un sistema di segni da ricomporre, più che come un’immagine da replicare. Il progetto nasce dal dialogo con la legacy e assume due riferimenti principali: da un lato la geometria esagonale dell’edificio esistente, dall’altro l’immaginario del design Olivetti, evocato attraverso la Lettera 22 e tradotto in un linguaggio spaziale reinterpretato.

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Il nome stesso del progetto suggerisce l’idea di una composizione fatta di parti diverse, autonome ma interdipendenti. Cultura, residenza, formazione e socialità vengono integrate in un ensemble urbano unitario, in cui l’edificio esistente viene trasformato in un museo dedicato all’eredità architettonica e di prodotto di Olivetti. Al piano terra trovano spazio aree espositive e caffetteria, mentre i livelli superiori ospitano aule e sale meeting ispirate al linguaggio degli interni dello storico negozio Olivetti di Torino.

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Accanto all’edificio rifunzionalizzato, il teatro diventa il nucleo culturale dell’intervento. Pensato per circa 280 spettatori, si presenta come un volume compatto ma fortemente caratterizzato, articolato da un foyer a doppia altezza e da una facciata curvilinea composta da pannelli romboidali derivati dalla geometria esagonale dell’edificio Olivetti adiacente. La sezione del teatro mostra una distribuzione completa e funzionale, con foyer, info point, cabina di interpretazione, pannelli acustici, palcoscenico, fly tower, spazi tecnici, camerini e ambienti di servizio.

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Il paesaggio prosegue la narrazione progettuale attraverso un’interpretazione astratta della tastiera della Lettera 22: forme rettangolari con angoli smussati generano percorsi, sedute e aree verdi, costruendo una continuità tra geometrie ortogonali e transizioni più fluide. A completare l’intervento, un edificio multifunzionale ospita otto appartamenti per residenti temporanei e giovani professionisti, con spazi di coworking e laboratori al piano terra, pensati per sostenere lavoro collettivo e interazione sociale.

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Dal punto di vista materico e costruttivo, Tessera lavora su un equilibrio tra memoria industriale e contemporaneità: travi a vista, grandi superfici vetrate e sistemi a secco concorrono a costruire un’immagine riconoscibile, in cui l’involucro del teatro diventa il segno più iconico del progetto. I dettagli tecnici approfondiscono l’integrazione tra facciata vetrata, struttura in acciaio Manni Sipre ed involucro Isopan confermando l’attenzione alla coerenza tra espressione architettonica e soluzione tecnica.

La parola alla giuria

La giuria ha premiato Tessera per la capacità di costruire un racconto architettonico forte e immediatamente riconoscibile, capace di connettere la memoria Olivetti con un linguaggio moderno e accessibile. Il progetto interpreta il tema del concorso attraverso un sistema coerente di riferimenti: la geometria dell’edificio esistente, il design di prodotto, la dimensione culturale del teatro e la vocazione comunitaria del campus.

Particolarmente apprezzata è stata la capacità di trasformare il teatro in un nuovo landmark culturale senza perdere il rapporto con il contesto. La proposta tiene insieme immagine, funzione e spazio pubblico, restituendo una visione in cui l’architettura non è solo contenitore di attività, ma dispositivo narrativo capace di rendere visibile la continuità tra industria, cultura e comunità.

 

Gold Mentions: visioni che ampliano il significato del progetto

Accanto alla classifica complessiva, il Manni Group Design Award ha attribuito una serie di Gold Mentions, riconoscimenti speciali dedicati ai progetti che si sono distinti nell’interpretazione di specifiche tecnologie costruttive e dei relativi principi progettuali.

Le Gold Mentions non rappresentano semplici categorie tematiche, ma derivano direttamente dall’abaco tecnologico del concorso, che individuava alcuni nodi chiave dell’architettura offsite: struttura, involucro e copertura, come ambiti strategici di progetto.

In questo senso, i partecipanti erano chiamati non solo a sviluppare un concept architettonico, ma a dimostrare la capacità di integrare soluzioni concrete e coerenti con sistemi costruttivi reali, selezionando e sviluppando almeno un nodo tecnico in scala di dettaglio.

Le Gold Mentions hanno quindi premiato i progetti in grado di trasformare questi elementi in veri strumenti di progetto. Più che premi tecnici, le Gold Mentions hanno evidenziato un aspetto centrale emerso in questa edizione: la qualità dell’architettura contemporanea passa sempre più dalla capacità di integrare tecnologia, prestazione e visione, trasformando ogni scelta costruttiva in un atto progettuale consapevole.

 

🏅 Gold Mention | Fire Safety | ROCKWOOL | PLATFORM OLIVETTI

Team | UMBRA | Irina Barto, Veronika Mashketova, Alexey Verevkin, Julia Pozdeeva, Igor Rudyak, Angelina Trofimova

Gold Mention assegnata per l’attenzione alle prestazioni legate alla sicurezza e al comfort, attraverso l’impiego di soluzioni Isopan con core in lana minerale.

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Platform Olivetti interpreta il tema del concorso attraverso un’architettura monolitica e luminosa, capace di costruire un nuovo sistema pubblico tra l’edificio esistente di OLI, il teatro, l’edificio multifunzionale e gli spazi aperti. Il progetto lavora sulla creazione di una piattaforma urbana e panoramica, in cui le nuove architetture diventano dispositivi di relazione: non solo volumi funzionali, ma luoghi di attraversamento, incontro e permanenza.
L’impianto planimetrico organizza con chiarezza le principali funzioni richieste dal brief. Nell’area da rifunzionalizzare trovano spazio aule, servizi, area museale e caffetteria, mentre il nuovo intervento integra teatro, foyer, guardaroba, spazi di servizio, wellness facilities, coworking e laboratori. Il sistema si completa con aree aperte e panoramiche che estendono la vocazione pubblica del progetto e rafforzano la continuità tra architettura e paesaggio.

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Il teatro è collocato al centro della composizione come fulcro culturale dell’intervento, affiancato da un edificio multifunzionale che accoglie le attività legate alla formazione, al lavoro condiviso e alla residenzialità. Le sezioni mostrano una strategia attenta alla relazione tra quote, percorsi e spazi collettivi: gradonate, rampe e terrazze costruiscono un’esperienza progressiva, in cui l’edificio non si limita a ospitare funzioni, ma diventa una piattaforma attiva per la comunità.
La qualità tecnica del progetto emerge in particolare nei dettagli costruttivi, dove l’integrazione dei sistemi offsite è affrontata con grande attenzione. Il nodo di facciata residenziale prevede l’impiego della gamma Isopan ADDCross con core isolante in lana minerale ROCKWOOL, abbinati a rivestimento in grès.

La parola alla giuria | Bernard Plancade | ROCKWOOL

Il progetto integra sapientemente uno spazio dedicato in altezza per riporre sipari e scenografie teatrali, un requisito fondamentale per un'autentica attività teatrale. Oltre alla sua funzionalità, il progetto sfrutta al meglio l'isolamento ROCKWOOL, che offre la necessaria protezione antincendio indispensabile per gli ambienti di questo tipo, garantendo al contempo prestazioni acustiche superiori.

 

🏅 Gold Mention | Flat Roof | Isopan | Architecture as Civic Infrastructure

Team | MBA Architects | Matteo Borsetti, Milina Jayalathge, Sola-Adebiyi, Oluwasemilore Favour

Premio attribuito per la capacità di interpretare la copertura come sistema attivo, energetico e ambientale.

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Il progetto Architecture as Civic Infrastructure si distingue per un utilizzo integrato del sistema flat roof, interpretato come vera infrastruttura architettonica: la copertura diventa uno spazio attivo, capace di ospitare green roof e sistemi energetici, contribuendo alla qualità ambientale e alla vivibilità complessiva del complesso.

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L’integrazione del sistema FORTELIA Deck di Isopan per copertura piana è sviluppata in modo coerente con il sistema costruttivo, attraverso una stratigrafia completa, dimostrando una chiara attenzione alla fattibilità e alla durabilità dell’intervento.

La parola alla giuria

La proposta interpreta la copertura come elemento strategico del progetto, capace di connettere sostenibilità, prestazione tecnica e qualità architettonica. La giuria ha premiato la capacità di trasformare un componente costruttivo in una piattaforma attiva e multifunzionale, pienamente coerente con i principi dell’offsite e con la visione contemporanea del costruire.

 

🏅 Gold Mention | Aesthetics that last | Isopan e Manni Green Tech

Team | SMA Architetti | Stefano Clerici, Andrea Cappellaro

Riconosce per l’integrazione tra prestazione e qualità architettonica dell’involucro.

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Il progetto di SMA Architetti sottolinea la capacità di costruire un dialogo profondo tra nuovo ed esistente, lavorando sulla continuità architettonica e formale come elemento centrale. A partire dall’analisi dell’edificio storico Olivetti, il team reinterpreta il sistema strutturale originario, basato su una griglia esagonale, trasformandolo in un linguaggio contemporaneo capace di generare coerenza tra le diverse parti del complesso.

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Questa logica si traduce in un’architettura che evolve i principi compositivi esistenti, estendendoli nello spazio e costruendo una rete di relazioni visive e funzionali tra gli interventi. Parallelamente, il progetto lavora sulla flessibilità degli spazi interni attraverso sistemi mobili e configurabili, in grado di adattarsi nel tempo senza compromettere la qualità architettonica.

La parola alla giuria

La giuria ha premiato la capacità del progetto di esprimere un’estetica duratura e dinamica, fondata su proporzione, coerenza e controllo del linguaggio architettonico attraverso l’impiego delle soluzioni per facciata di Manni Green Tech e Isopan. Un approccio che interpreta la legacy Olivetti come sistema di regole capace di generare architettura nel tempo, mantenendo equilibrio tra innovazione e continuità.

 

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🏅 Gold Mention | The Power of Steel | Manni Sipre | The Expanded Platform

Team | Sinoonza | Unji Shin

Il progetto sviluppa una visione radicale della struttura in acciaio come piattaforma continua, capace di estendere il concetto di edificio verso una dimensione urbana e collettiva. Attraverso un sistema di ponti, elementi lineari e volumi connessi, l’architettura si configura come un’infrastruttura aperta che integra spazi pubblici, funzioni produttive e culturali. 

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L’acciaio consente la realizzazione di grandi strutture orizzontali e connessioni sospese, trasformando la costruzione in un sistema flessibile e riconfigurabile.

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La parola alla giuria | Nicola Bresciani

La decisione nasce non solo dal significativo potenziale di impiego dell’acciaio, evidente nella complessità ed estensione dei componenti strutturali (intelaiatura, elementi in CFST, travi, profili a C e L), ma soprattutto dalla forza del concept. Il progetto reinterpreta il ponte, infrastruttura in acciaio per eccellenza, come simbolo di connessione tra passato, presente e futuro, rendendo omaggio all’heritage Olivetti e, al contempo, evocando un legame profondo tra luoghi, culture e persone.

Ci ha inoltre colpito l’interpretazione della piattaforma: un elemento che si sviluppa in orizzontale, integrandosi con l’architettura urbana e il paesaggio senza interrompere la percezione visiva, ma anzi amplificandola. Una soluzione che non offre solo una nuova prospettiva spaziale, ma diventa metafora di apertura verso scenari futuri.

 

Offsite e legacy: il filo conduttore dell’edizione

Uno degli elementi più evidenti emersi dai progetti è stata la capacità di utilizzare l’offsite come vero e proprio linguaggio progettuale.

Le proposte più convincenti sono state quelle in grado di integrare sistemi industrializzati con contesti storici, proporre soluzioni d’impatto e funzionali e garantire qualità architettonica e controllo del processo.
Un approccio che riflette pienamente la visione olivettiana, in cui innovazione industriale e qualità della vita sono parte dello stesso progetto.

Verso una nuova idea di spazio produttivo e culturale

I progetti selezionati rappresentano visioni concrete su come evolverà il rapporto tra: architettura, industria e società. Un dialogo che, proprio a Ivrea, trova una delle sue espressioni più profonde.

A conclusione di questa edizione, desideriamo ringraziare tutte le squadre che hanno partecipato al Manni Group Design Award 2026 Olivetti Theater, scegliendo di confrontarsi con una sfida progettuale complessa, stratificata e profondamente legata alla cultura industriale e del design italiano. Ogni proposta ha restituito una diversa interpretazione della legacy Olivetti, mettendo in campo competenze architettoniche, tecniche e narrative capaci di trasformare il brief in visioni concrete. Un ringraziamento speciale va alla giuria, che ha guidato il processo di valutazione con attenzione, competenza e senso di responsabilità, e a ROCKWOOL, che ha supportato il progetto condividendo con Manni l’impegno per un’architettura capace di unire sicurezza, sostenibilità e valore per le persone.

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Scritto da

Ambra Gazziero - Performance Marketing Manager - Manni Group
Ambra Gazziero - Performance Marketing Manager - Manni Group

Ambra, Performance Marketing Manager di Manni Group, sviluppa strategie di Digital Marketing con un focus sull’innovazione nell’edilizia offsite e nella progettazione architettonica. Con oltre 8 anni di esperienza nel marketing digitale, ha coordinato il lancio internazionale di prodotti per la costruzione sostenibile e la digitalizzazione del settore. Specializzata in lead generation e analisi dei dati, guida iniziative come il Master in Offsite Technologies for Architecture e il Contest internazionale Manni Group Design Award, favorendo il dialogo tra industria e progettisti per promuovere soluzioni all’avanguardia.

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