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Che cos'è e come ottenere la certificazione Breeam di un edificio

Pannello sandwich, Certificazioni

Dieci categorie per la sostenibilità secondo il protocollo BREEAM

3 dic, 2019

BREEAM è un protocollo di valutazione della sostenibilità degli edifici, nato nel Regno Unito nel 1988.

È quindi uno dei primi sistemi che si è sviluppato a sostegno di una progettazione edilizia rispettosa dell’ambiente.

Il suo punto di forza è la flessibilità con cui si adatta alla legislazione dei Paesi in cui viene adottata.

 

Certificazione BREEAM

La certificazione BREEAM, Building Research Establishment Environmental Assessment Method,  è nata nel Regno Unito da BRE Global, un'associazione di ricerca impegnata nel promuovere le conoscenze e le innovazioni nel settore dell'edilizia. 

Il programma viene costantemente aggiornato e adattato per essere utilizzato anche all’estero. Infatti, lo standard BREEAM viene applicato a livello internazionale, grazie al supporto di operatori specifici, che hanno sviluppato delle versioni locali.

BREEAM si compone di differenti protocolli, da scegliere in base al tipo di intervento da eseguire e della destinazione d'uso dell'edificio. 

BREEAM International dispone di un numero minore di opzioni e di programmi meno ricchi rispetto a quelli applicati nel  Regno Unito, dove i protocolli sono più numerosi.

In sintesi, ci sono indicazioni per edifici nuovi, a carattere industriale, commerciale, residenziale. BREEAM International Rufurbishment riguarda invece le ristrutturazioni.

BREEAM In-Use International può essere utilizzato per valutare tutti i tipi di edifici non residenziali rispetto a dieci categorie ambientali: energia, acqua, trasporti, gestione, rifiuti, inquinamento, salute e benessere, uso del territorio, ecologia e materiali. 

Ma ci sono anche protocolli destinati agli urbanisti e che si concentrano sulla pianificazione di interi quartieri verdi e sostenibili. 

I progetti classificati BREEAM sono ambienti sostenibili, in cui viene garantito il benessere delle persone e la conservazione delle risorse naturali. Aspetti che li rendono interessanti anche dal punto di vista immobiliare.

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Il sistema di rating BREEAM

La classificazione BREEAM si avvale di un sistema di rating basato su una serie di requisiti, aggregati in dieci categorie. 

Per ogni requisito è previsto un certo numero di crediti. Ottenere un credito, attesta l’applicazione di una buona pratica costruttiva in quella determinata istanza. I requisiti hanno un peso differente nella valutazione, che dipende da quanto  quella categoria sia considerata importante per la sostenibilità dell’immobile.
Infatti, la percentuale di crediti ottenuti in ogni sezione è ponderata in base alla sua importanza. 

È possibile ricevere dei crediti aggiuntivi per le scelte costruttive più innovative. Uno degli obiettivi di BREEAM, infatti, è supportare l'innovazione nell'industria delle costruzioni.

Dalla somma dei punteggi di tutte le categorie si ottiene il totale, che viene tradotto nel rating finale:

  • Accettabile, con punteggio > 10%
  • Pass > 25%
  • Buono > 40%
  • Molto buono > 55%
  • Eccellente > 70%
  • Eccezionale > 85% contrassegnato da sei stelle.

Se un edificio ottiene un punteggio troppo basso, inferiore al 10%, non è classificabile.

 

Categorie di valutazione BREEAM

BREEAM misura la sostenibilità di un edificio in base a una  serie di categorie. Ognuna di queste affronta un tema chiave per la valutazione dell’impatto del manufatto sia in fase di progettazione, che di costruzione, che di utilizzo.

Le dieci categorie sono le seguenti:

  • Gestione. Questa categoria si occupa della gestione del cantiere: definizione delle attività, valutazione degli impatti ambientali del cantiere e della sicurezza, adozione della sostenibilità in relazione a consumo di energia, utilizzo di risorse e inquinamento. 
  • Salute e Benessere. Il comfort è l’obiettivo centrale di questa sezione, considerato nelle sue componenti principali: illuminazione naturale, adeguata ventilazione degli ambienti, comfort termico, isolamento acustico.
  • Energia. Considera le soluzioni costruttive efficienti che minimizzano il consumo di energia, impiegano fonti di energia rinnovabile  e promuovono la riduzione delle emissioni di gas serra.
  • Trasporti. La sezione incentiva la scelta di luoghi accessibili e serviti da mezzi di trasporto alternativi all’uso dell’auto per ridurre le emissioni  di CO2.
  • Acqua. Viene incoraggiato l’uso sostenibile dell’acqua, la riduzione degli sprechi anche tramite sistemi di monitoraggio.
  • Materiali. Si propone l’uso di materiali con un impatto ambientale misurato e reso minimo, frutto di un precedente processo di riciclo o riciclabili e duraturi.
  • Gestione dei Rifiuti. Questa sezione è incentrata sulla gestione dei rifiuti da costruzione. Si incentivano soluzioni progettuali che riducono la produzione di scarti, l’uso di materiali riciclati e il corretto conferimento dei rifiuti prodotti.
  • Uso del Suolo ed Ecologia. La biodiversità e l’habitat sono beni preziosi che vanno preservati. È importante scegliere di costruire in zone già urbanizzate, risparmiando il consumo di suolo vergine.
  • Inquinamento. Riduzione di emissioni di gas serra, controllo dell’inquinamento, utilizzo di sistemi che riducano o ritardino lo scarico delle acque meteoriche nella fognatura per minimizzare il fenomeno del ruscellamento, inquinamento luminoso e acustico: ecco gli aspetti considerati in questa sezione.
  • Innovazione. Premia le soluzioni innovative che superano le prescrizioni del protocollo. 

Le caratteristiche dell’edificio, in relazione alle dieci categorie di valutazione, sono oggetto di verifica da parte di certificatori autorizzati da BRE.

Prima dell’effettiva valutazione, è possibile utilizzare una check list per valutare preliminarmente eventuali punti critici.

 

Come certificarsi BREEAM

La valutazione e la certificazione di un edificio, conformemente alle prescrizioni di BREEAM, possono avvenire in diverse fasi del ciclo di vita del manufatto.

La certificazione avviene a opera di terze parti, che hanno il compito di verificare che gli standard di qualità e prestazione, previsti dal sistema di valutazione britannico, siano rispettati.

Il processo di certificazione BREEAM deve cominciare ben prima che inizi il lavoro in cantiere. Il primo passaggio prevede la scelta del giusto protocollo da usare, in base al tipo di edificio e all’utilizzo a cui è destinato.

È necessario successivamente contattare un certificatore ufficiale BREEAM, il professionista che offrirà il suo supporto al progettista lungo tutto l’iter e svolgerà anche una prima verifica del punteggio raggiungibile, basandosi sul progetto.

A costruzione avvenuta, si conclude effettivamente il processo di valutazione con il rilascio della certificazione finale, che attesta l’approccio integrato degli aspetti ambientali, sociali ed economici nell’intero ciclo di vita dell’edificio.

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Scritto da

Marta Lupi - R & D Engineer
Marta Lupi - R & D Engineer

Marta Lupi, ingegnere dei materiali e R&D Project Manager di Isopan, si occupa di progetti di ricerca volti ad individuare nuove soluzioni di prodotto e processo. Lavora a stretto contatto con Università, centri di ricerca e partner strategici per l’innovazione.

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