ARTICOLI

Architettura sostenibile e città a emissioni zero: sfide e opportunità per il futuro in Italia

Costruzioni a secco

Un dialogo con Marco Caffi, Direttore di GBC Italia, sulle trasformazioni necessarie per comunità e nuove competenze.

Il futuro delle nostre città passa dalla capacità di rigenerare l’esistente. È questa la sfida più grande che l’Italia deve affrontare per avvicinarsi alla neutralità climatica entro il 2050.
Ne parliamo con Marco Caffi, Direttore del Green Building Council Italia, che ci aiuta a leggere il quadro complesso dell’edilizia nazionale tra politiche europee, innovazione tecnologica e ruolo dei progettisti nel guidare un cambiamento culturale.

Le sfide del costruito in Italia

“La sfida principale riguarda il contesto del costruito nel nostro Paese: un patrimonio vasto, oltre 12 destinati ad abitazione privata.”

Il tema non è costruire di più, ma trasformare ciò che già esiste, applicando le varie strategie possibili dalla conservazione alla demolizione e ricostruzione. Secondo Caffi, l’Italia dispone di un patrimonio edilizio sufficiente a coprire le esigenze abitative e produttive, ma caratterizzato da basse prestazioni energetiche e scarsa sostenibilità.
La vera transizione, quindi, è tecnologica e sociale allo stesso tempo: da un lato occorre migliorare le performance degli edifici per renderli attuali rispetto alle esigenze attuali. future, dall’altro bisogna coinvolgere i cittadini, che spesso non dispongono delle competenze né degli strumenti per comprendere come attivare e gestire il processo di rigenerazione della propria casa.

“Non è solo un problema tecnico. È una sfida socioeconomica: molti degli immobili da riqualificare sono in mano a proprietari privati che non sanno come affrontare un processo complesso di rigenerazione. Serve accompagnamento, formazione e una visione di sistema.”

E infine, un cambio di paradigma: non basta più rendere un edificio efficiente, bisogna renderlo circolare, inclusivo e duraturo, capace di mantenere valore anche nel tempo e dopo la propria funzione d’uso, cioè renderlo resiliente

Le direttive europee come guida del cambiamento

Il percorso verso città a emissioni zero è fortemente influenzato dal quadro normativo europeo, dal Green Deal al pacchetto Fit for 55, fino alla recente revisione della EPBD – Energy Performance of Buildings Directive.

“La nuova direttiva EPBD introduce una vera rivoluzione: non si misura più solo l’efficienza energetica, ma è richiesta la valutazione dell’impatto lungo il ciclo di vita dell’edificio.”

Questo significa che progettisti e costruttori devono iniziare a considerare le emissioni incorporate nei materiali, la fase di costruzione e di fine vita, l’intelligenza dell’edificio e la qualità ambientale interna come parte integrante del progetto.
Un approccio olistico che trasforma la nozione stessa di efficienza e che, secondo Caffi, stimola la filiera a crescere in competenza e responsabilità.

Il Green Building Council Italia ha anche condotto un’indagine tra i cittadini per capire il loro livello di consapevolezza: la maggioranza sa che è necessario intervenire sul proprio immobile, ma chiede supporto economico e tecnico per farlo.

“C’è una consapevolezza diffusa, come dimostra il 70% degli intervistati che ritiene di dover fare interventi di efficientamento del proprio immobile. Serve però una strategia per accompagnare le persone, non solo con incentivi economici ma anche con un supporto tecnico adeguato e comprensibile, come richiesto da più del 80% degli intervistati. Gli obblighi europei ci aiuteranno a strutturare meglio questo percorso, ma solo se sapremo declinarli in modo che siano visti come un’opportunità.”

Rigenerazione urbana e comunità energetiche: un nuovo ecosistema

Parlando di neutralità climatica, non si può più guardare all’edificio come a un elemento isolato. Serve un approccio di comunità, capace di integrare energia, mobilità e qualità dello spazio urbano.

“La trasformazione è talmente grande che se non partecipa tutta la comunità non raggiungeremo gli obiettivi. Le comunità energetiche, ad esempio, sono iniziative e strumenti che stimolano anche i cittadini meno esperti a entrare nel cambiamento.”

Il concetto di comunità energetica diventa quindi uno strumento tecnico e culturale: permette di condividere energia rinnovabile tra edifici diversi, migliorando l’efficienza complessiva e la consapevolezza collettiva.
Ma la visione di GBC Italia va oltre: la rigenerazione urbana sostenibile deve abbracciare interi quartieri, combinando edifici sostenibili certificati, spazi pubblici di qualità e mobilità sostenibile.

Caffi cita Milano come esempio: “È una città che ha saputo attivare processi di rigenerazione diffusa che hanno generato un incremento del valore e della qualità del vivere, di cui ne beneficiano non solo i residenti, ma anche chi vive la città temporaneamente per lavoro o svago. Il benessere urbano diventa contagioso e attiva altri processi positivi. Tornando al concetto di comunità è importate garantire l’inclusività nella città rigenerata, per fare in modo che tutti possano beneficiare del miglioramento urbanistico.”

Innovazione tecnologica e industrializzazione del costruire

Se il tempo per la transizione è limitato, la chiave sta nell’innovazione.
Il settore delle costruzioni, osserva Caffi, è tra quelli che hanno innovato meno negli ultimi decenni: la produttività è rimasta sostanzialmente invariata, a differenza di altri comparti industriali.

“Nei cantieri si lavora ancora come 50 anni fa, ma oggi abbiamo strumenti digitali, tecniche di prefabbricazione e processi industrializzati che possono cambiare radicalmente la velocità e la qualità del costruire.”

L’adozione di sistemi costruttivi offsite, la digitalizzazione dei processi e la tracciabilità dei materiali rappresentano strumenti concreti per ridurre gli sprechi, controllare le emissioni e migliorare la sicurezza.
In questo modo, la sostenibilità smette di essere solo un obiettivo normativo e diventa una leva di innovazione industriale.

Il ruolo dei progettisti e la sfida culturale

Per realizzare città davvero sostenibili, serve un cambio di mentalità che parte dai professionisti del progetto.

“Gli architetti e gli ingegneri devono diventare promotori di un cambiamento culturale. Oggi il valore del progetto non è solo estetico o funzionale, ma anche ambientale e sociale. Serve quindi la consapevolezza dei progettisti di svolgere un ruolo di guida ed indirizzo che va oltre lo svolgimento e l’applicazione di meri processi tecnici specialistici.”

Il lavoro dei progettisti si estende oltre il singolo edificio: si tratta di coordinare competenze diverse, dialogare con imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini per costruire strategie integrate.
Una visione multidisciplinare di governance, capace di unire rigenerazione, comfort e innovazione in un linguaggio condiviso.

Guardando al futuro: materiali rigenerativi e smart cities

Guardando ai prossimi decenni, Caffi individua alcuni trend che ridefiniranno il modo di progettare: il biophilic design, l’uso di materiali rigenerativi, la diffusione delle smart cities e l’integrazione tra edilizia e mobilità sostenibile.

“La neutralità climatica non si raggiunge con una singola tecnologia, ma con un ecosistema di soluzioni. La città del futuro sarà fatta di edifici intelligenti, persone consapevoli e reti energetiche condivise.”

Conclusione

L’intervista con Marco Caffi mostra chiaramente come la sostenibilità nell’architettura italiana non sia solo una questione ambientale, ma una sfida di governance, innovazione e cultura.
Rigenerare l’esistente, misurare gli impatti, digitalizzare i processi e costruire comunità: sono questi i pilastri su cui potrà nascere la città a emissioni zero.
Un obiettivo ambizioso, ma possibile, se la filiera dell’edilizia saprà evolvere insieme.

 


Descarga el e-book

Scritto da

Raffaele Bulgarelli - Digital Marketing Expert presso Manni Group
Raffaele Bulgarelli - Digital Marketing Expert presso Manni Group

Raffaele, Digital Marketing Expert di Manni Group, collabora in modo sinergico con Isopan entrando in contatto con il mondo tecnico del pannello sandwich e osservando i trend evolutivi dell’edilizia. Grazie alla formazione in Architettura ha un occhio attento su temi e attività online che coinvolgono i progettisti e gli architetti.

Vai alla scheda dell'autore

Iscriviti alla newsletter

Lascia i tuoi dati per restare aggiornato sui prodotti, i servizi e le attività di Manni Group