ARTICOLI

Passaporto digitale dei prodotti da costruzione: cosa cambia per progettisti e imprese

Passaporto digitale prodotti da costruzione: DPP e BIM
10:09

Passaporto digitale prodotti da costruzione: DPP e BIM

Nella progettazione edilizia le informazioni su un prodotto attraversano documenti e strumenti diversi: schede tecniche, dichiarazioni di prestazione, oggetti BIM, capitolati e documentazione di cantiere.

Quando questi dati non coincidono, la scelta di un componente e la verifica della sua idoneità diventano più complesse. Il passaporto digitale dei prodotti da costruzione (Digital Product Passport, DPP) nasce per rendere più accessibili e tracciabili le informazioni che accompagnano il prodotto sul mercato.

Per architetti, ingegneri, imprese e BIM manager il tema va oltre il futuro adempimento documentale. Può favorire un collegamento più affidabile fra prestazioni dichiarate, scelta progettuale, approvvigionamento e gestione dell'edificio. La qualità di questo collegamento, tuttavia, dipenderà dalla correttezza dei dati e dal modo in cui saranno utilizzati.

Registro europeo operativo e obblighi ancora in evoluzione

Il 20 luglio 2026 è diventato operativo il registro europeo dei passaporti digitali di prodotto, come comunica la Commissione europea. Il registro gestisce identificativi e informazioni di registrazione, mentre i contenuti dei singoli passaporti sono resi disponibili secondo le regole del sistema. L'avvio del registro non comporta un obbligo immediato e generalizzato per tutti i materiali e i componenti dell'edilizia.

La cornice specifica del settore è il nuovo Regolamento europeo sui prodotti da costruzione (UE) 2024/3110, noto come CPR. Il regolamento è applicabile dal 2026, ma l'adeguamento delle famiglie di prodotto avviene progressivamente attraverso nuove specifiche tecniche armonizzate. Per i prodotti ancora disciplinati dalle norme del precedente CPR 305/2011 continua a valere il regime transitorio previsto dalla normativa.

Per il passaporto dei prodotti da costruzione è necessario un ulteriore atto delegato che istituisca il relativo sistema. Il CPR prevede che questo diventi pienamente operativo sei mesi dopo l'entrata in vigore dell'atto e che l'obbligo previsto per i fabbricanti intervenga dopo diciotto mesi; occorre inoltre considerare il passaggio della specifica famiglia di prodotto al nuovo regime. Alla data di questo articolo non esiste, quindi, una scadenza unica applicabile a tutti i prodotti da costruzione. Le tempistiche riportate nei piani europei sono indicative e soggette ad aggiornamenti.

Quali dati conterrà il passaporto digitale

L'articolo 76 del CPR individua il nucleo informativo del DPP: dichiarazione di prestazione e di conformità, informazioni generali sul prodotto, istruzioni per l'uso e la sicurezza, documentazione tecnica, identificativi univoci e altri documenti richiesti dalla legislazione applicabile. Il sistema prevede informazioni aggiornate, accesso elettronico e livelli di consultazione differenziati in funzione dei soggetti autorizzati.

Anche la terminologia documentale è importante. Per i prodotti che passano al CPR 2024 la dichiarazione di prestazione e di conformità (DoPC) prende il posto, secondo il nuovo quadro, della dichiarazione di prestazione (DoP) prevista dal precedente regime. La Commissione europea chiarisce che le due discipline convivono durante la transizione. Il passaporto sarà uno strumento per accedere a informazioni regolamentate, non una certificazione aggiuntiva che attesti, da sola, la qualità o la sostenibilità del prodotto.

Passaporto digitale e BIM condividono il problema della coerenza dei dati

Il CPR richiede che il sistema DPP per l'edilizia sia compatibile con il quadro europeo dei passaporti digitali senza compromettere l'interoperabilità con il Building Information Modeling. Questo non significa che il passaporto debba contenere un modello tridimensionale o che sostituisca l'oggetto BIM. Il primo mette a disposizione informazioni e documenti riferiti al prodotto immesso sul mercato; il secondo ne rappresenta l'impiego nel progetto, con geometrie e parametri utili alla progettazione e al coordinamento.

Il punto di contatto sono i dati prestazionali. Si pensi a un componente di involucro presente nel modello informativo: valori termici, classi di reazione al fuoco e riferimenti documentali devono corrispondere a quelli dichiarati dal fabbricante per lo specifico prodotto e campo di applicazione. Se una scheda viene aggiornata ma il modello contiene ancora una versione precedente, la progettazione può poggiare su informazioni non allineate. Identificativi stabili e documenti riconducibili alla fonte possono rendere più semplice individuare queste discrepanze.

Nel caso dei sistemi a secco e dell'involucro industrializzato, il controllo deve proseguire oltre il singolo componente. Le prestazioni dell'assemblaggio dipendono anche da giunti, fissaggi, connessioni e modalità di posa. Il DPP può aiutare a verificare il dato di prodotto, ma non sostituisce le verifiche riferite alla stratigrafia o al sistema edilizio completo. È un tema già affrontato sul blog nel contributo dedicato alle costruzioni a secco dal progetto al cantiere.

EPD e informazioni ambientali lungo il ciclo di vita

La disponibilità dei dati ambientali è uno dei temi più rilevanti per la nuova disciplina dei prodotti da costruzione. Una dichiarazione ambientale di prodotto (EPD), basata su una valutazione del ciclo di vita (LCA), documenta impatti ambientali secondo regole e perimetri dichiarati. Il passaporto digitale ha invece una funzione più ampia di accesso e tracciabilità delle informazioni previste dalla normativa. EPD e DPP, quindi, non sono documenti equivalenti, anche se i relativi dati possono essere collegati.

La disponibilità di una dichiarazione ambientale o di un oggetto BIM può supportare il lavoro del progettista, ma non equivale alla disponibilità di un passaporto digitale conforme alla nuova disciplina. Occorre distinguere finalità e perimetro dei documenti, verificando versione, condizioni di validità e corrispondenza con il prodotto effettivamente selezionato. Il valore del DPP dipenderà anche dalla possibilità di consultare dati coerenti e riconducibili a una fonte affidabile.

Dalla progettazione al cantiere offsite

L'edilizia offsite richiede decisioni anticipate su componenti, tolleranze, approvvigionamenti e sequenze di montaggio. In questo contesto la continuità informativa può contribuire a evitare che il prodotto specificato nel progetto, quello ordinato e quello installato siano descritti con dati diversi. La tracciabilità dei componenti diventa utile anche dopo la consegna, quando occorre individuare documenti per manutenzioni, sostituzioni o eventuale recupero dei materiali.

Il passaporto di un prodotto non costituisce, però, il fascicolo digitale dell'intero edificio. Per conservare informazioni affidabili sull'opera realizzata servono procedure di aggiornamento del modello, registrazione delle forniture effettive e responsabilità chiare tra progettisti, impresa e gestore. Questa attenzione alla filiera è coerente con il ruolo del progettista nell'integrazione dei processi offsite.

Si consideri, per esempio, un elemento di facciata realizzato in parte fuori dal cantiere. Il modello di progetto può identificarne geometria e posizione, mentre il capitolato stabilisce i requisiti richiesti. I documenti dei prodotti utilizzati devono permettere di verificare che le caratteristiche dichiarate corrispondano alle scelte effettuate. Durante la produzione e la posa occorre poi conservare il riferimento a ciò che è stato realmente fornito. Il DPP potrà agevolare l'accesso ai dati del prodotto, ma la corrispondenza fra componente progettato e componente installato richiederà comunque controlli e registrazioni di commessa.

È importante distinguere anche i livelli di tracciabilità: il CPR associa il passaporto al prodotto-tipo e al relativo codice identificativo, senza documentare automaticamente il singolo componente installato o la sua posizione nell’edificio. Per ricostruire quanto è stato effettivamente fornito e posato servono registrazioni di commessa e una documentazione dell’opera realizzata mantenuta aggiornata.

Lo stesso principio vale per le informazioni utili al fine vita. Una documentazione più accessibile può sostenere decisioni su sostituzione, disassemblaggio e possibile recupero dei componenti; la concreta possibilità di riuso o riciclo resta però legata a materiali, condizioni di conservazione, separabilità e filiere disponibili. La tracciabilità è una condizione favorevole, non la prova automatica della circolarità di un edificio.

Come prepararsi prima che scattino gli obblighi

Senza anticipare adempimenti non ancora applicabili, aziende e professionisti possono già migliorare la gestione delle informazioni sui componenti. Quattro attività hanno un'utilità immediata:

1. Individuare per ogni prodotto una fonte documentale autorevole, la versione in uso e il relativo identificativo.

2. Verificare che dichiarazioni, schede tecniche, documenti ambientali e parametri BIM non riportino dati in conflitto.

3. Definire nel progetto quali informazioni servono per scelta, verifica, acquisto, posa e manutenzione, distinguendo il livello del prodotto da quello del sistema.

4. Monitorare gli atti europei e l'aggiornamento delle specifiche armonizzate pertinenti alle famiglie di prodotto utilizzate.

La preparazione al DPP coincide in larga parte con una buona pratica progettuale: usare dati verificabili, mantenerli coerenti tra gli strumenti e conservarne il legame con il prodotto effettivamente impiegato. Per un settore che integra sempre più progettazione digitale e produzione industrializzata, il valore sarà nella possibilità di prendere decisioni meglio documentate lungo il ciclo di vita dell'edificio.

 

Fonti

• Commissione europea - Digital Product Passport e registro

• Commissione europea - Nuovo CPR e transizione normativa

• EUR-Lex - Regolamento (UE) 2024/3110, articoli 75-80 e 95

• Commissione europea - Dichiarazione DoP e DoPC

• Edilportale, 20 ottobre 2026 - Passaporto digitale prodotti da costruzione

• Commissione europea - Avvio del registro DPP (20 luglio 2026)

• Autorità federale belga - Il passaporto digitale per i prodotti da costruzione


Scritto da

Raffaele Bulgarelli - Digital Marketing Expert presso Manni Group
Raffaele Bulgarelli - Digital Marketing Expert presso Manni Group

Raffaele, Digital Marketing Expert di Manni Group, collabora in modo sinergico con Isopan entrando in contatto con il mondo tecnico del pannello sandwich e osservando i trend evolutivi dell’edilizia. Grazie alla formazione in Architettura ha un occhio attento su temi e attività online che coinvolgono i progettisti e gli architetti.

Vai alla scheda dell'autore

Iscriviti alla newsletter

Lascia i tuoi dati per restare aggiornato sui prodotti, i servizi e le attività di Manni Group