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L'architettura cambia la sua visione: tetti piani, tetti verdi

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L'architettura cambia la sua visione: tetti piani, tetti verdi

6 ott, 2020

È evidente che l’architettura sta subendo un cambiamento e un’evoluzione notevole verso un nuovo modo di concepire il concetto di costruzione e progettazione, non più soltanto meramente concentrato sugli aspetti strutturali e sulla bellezza dell’edificio, ma fortemente orientati a un’ottica sostenibile. 

Da qui la visione nuova e differente, che vede protagonista la quinta facciata dell’edificio ovvero il tetto. Non è più considerato una semplice copertura o rivestimento legato a una semplice necessità, ma diventa un vero e proprio spazio dove potersi anche intrattenere e creare, magari, un luogo di ritrovo

Sebbene la soluzione dei tetti piani esista da anni, è negli ultimi anni che l’interesse di progettisti e costruttori converge in questa direzione. 

È più recente, invece, la scelta dei tetti verdi, sempre più affermata e installata come copertura degli edifici. 

Ma qual è l’obiettivo primario di questa nuova visione?

Per quanto l’aspetto estetico possa apparentemente prevalere in questa scelta sostenibile, ciò che in realtà è messo in evidenza, è proprio la capacità di rispondere perfettamente a:

  • Esigenze di risparmio energetico
  • Diminuzione dell’impatto ambientale;
  • Fenomeni come le “bombe d’acqua” e isole di calore;
  • Trattenimento delle polveri sottili e di altri inquinanti. 

E non meno importante, della possibilità di riuscire a ricreare veri e propri spazi verdi, vivibili e “vivi”, a favore della biodiversità, sia della flora che della fauna (insetti e uccelli).

 

La scelta del tetto piano come soluzione sostenibile e amica dell’ambiente

I tetti piani sono considerati una soluzione di grande vantaggio per gli edifici oggi. Probabilmente fino a qualche anno fa, in merito alla sostenibilità di questa scelta, se qualcuno avesse potuto dire la sua, avrebbe sconsigliato il tetto piano, preferendo invece quelli inclinati. Ma ciò sarebbe dipeso esclusivamente da una poca conoscenza e vantaggi, nel passato, dei tetti piani, non alla scelta in sé. 

Oggi il tetto piano è considerato un’opzione decisamente positiva per gli edifici. Ma partiamo da un presupposto, però, un tetto piano non è mai completamente tale al 100%. I tetti piani hanno sempre una pendenza che va dall’1% al 5% e che permette, quindi, all’acqua di non ristagnare. 

La scelta del tetto piano per un edificio, inoltre, dipende anche dalla struttura dell’edificio, al clima del luogo geografico in cui ci si trova e alle esigenze di prediligere una costruzione con un ottimo livello di isolamento. 

A seconda delle destinazioni d’uso ovviamente, sarà necessario ricoprire il tetto con un differente tipo di materiale isolante, per garantire così una migliore impermeabilizzazione, evitando quindi che fattori atmosferici come grandine, pioggia e vento possano corrodere il tetto. L’isolamento termico dell’edificio è un fattore molto importante che porta i progettisti e i costruttori a prediligere un tetto piano. 

Dalla mera esigenza costruttiva si è poi passati, in una visione ancora più contemporanea e moderna, alla costruzione di tetti verdi e alla scelta del verde estensivo, come ulteriore elemento per garantire l’isolamento termico e implementare ancora di più il fattore estetico e di design di una struttura. 

Ma la scelta del tetto verde non è soltanto dettata da un’esigenza estetica, ma anche alla capacità di creare degli spazi “calpestabili” dove riunirsi. I tetti moderni non sono solo la quinta facciata di un edificio, sono considerati oggi anche come luoghi di incontro. 

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Il verde estensivo è una scelta che incontra le nuove esigenze urbanistiche

Qual è il motivo che si trova alla base di un nuovo concetto di progettazione, nonché di vivibilità urbanistica, incentrata sempre di più su di un’ottica sostenibile?

L’adozione di strumenti urbanistici, da parte delle amministrazioni così come dei progettisti privati, per un uso sistematico di soluzioni a verde, è pensata perché anche in grado di ridurre l’impatto delle bombe d’acqua, le isole di calore e l’inquinamento. 

Rispettivamente a questo argomento, abbiamo approfondito i benefici ambientali ed economici del tetto verde nell’articolo: “Greenroof, una soluzione che accontenta ambiente e proprietari

Logicamente il concetto di verde estensivo, deve rispondere a una logica di costi/benefici e, ciò vuol dire utilizzare poi sistemi di gestione e manutenzione con costi bassi. Non avrebbe senso optare per il verde estensivo, se poi si spende tanto in irrigazione e manutenzione elevata. 

A questo proposito, infatti, il tetto verde estensivo, viene valutato principalmente in base al vantaggio economico che se ne ricava progettarlo e costruirlo. 

Ovviamente, a questo parametro si aggiunge l’aspetto estetico, che non è certamente un fattore poco rilevante. La selezione della vegetazione è molto accurata ed è sempre di una tipologia autorigenerante, composta, per lo più, da una miscela di varietà di Sedum ed erbacee perenni, adatte alle condizioni estreme dei tetti verdi. 

 

Come può essere, quindi, applicato il tetto verde estensivo?

Il tetto verde estensivo può essere applicato su coperture piane con portata strutturale limitata e spessori ridotti, laddove l’obiettivo è quello di apportare importanti vantaggi funzionali all’edificio. In questo caso la copertura vegetale è ridotta e deve essere in grado di resistere alle siccità molto elevate. 

Questa soluzione costruttiva estensiva può anche essere applicata su coperture a falde inclinate o a geometrie curve complesse, mantenendo però inalterate le caratteristiche e le prestazioni rispetto i sistemi sul piano.

Altri ambiti di applicazioni riguardano tetti piani con una più ampia capacità delle specie vegetali presenti, in grado di accrescere il valore ecologico del tetto. 

 

I tetti verdi intensivi donano valore al contesto urbano

Il vantaggio principale di scegliere i tetti verdi intensivi, è principalmente quello di contribuire alla creazione di nuovi spazi pubblici o privati da poter sfruttare

Quando si parla di verde intensivo, i vantaggi sono i seguenti:

  1. Creare aree verdi, lastrici solari condominiali o terrazze private fruibili dagli utenti;
  2. La possibilità di creare orti urbani, direttamente sul tetto dell’edificio. Di sicuro questo è un valore aggiunto di notevole importanza per una struttura privata o pubblica che sia; 
  3. L’opportunità di migliorare gli spazi pubblici in ambiti particolari come ospedali, RSA, scuole e altre strutture di utilizzo massivo.

Laddove invece si parla di verde estensivo, l’obiettivo è quello di ottenere un perfetto equilibrio tra costi e benefici, rispetto all’utilizzo di sistemi di irrigazione e/o manutenzione che di per sé, richiedono un effort elevato nel lungo tempo. 

La norma UNI 11235 è quella che regola la realizzazione dei tetti verdi e si occupa di definire gli standard qualitativi e prestazionali dell’intero sistema di copertura verde. 

L’obiettivo di questa norma è far comprendere che le coperture a verde pensile sono un sistema integrato complesso e non un insieme casuale di elementi. Essa considera il verde pensile come un SISTEMA TETTO in tutta la sua completezza e di conseguenza vengono presi e analizzati dando delle precise indicazioni a riguardo tutti gli elementi che possono comporre una stratigrafia e ne vengono definiti i requisiti essenziali e gli standard da garantire.” - Daku, La normativa UNI 11235 in generale.

 

Da che cosa è data la qualità di un sistema verde?

La qualità di un sistema verde è commisurata alla permeabilità, alla capacità di trattenere acqua, alla fertilità e dipende dalla progettazione, che deve tenere conto dei dettagli tecnici relativi ai nodi importanti (scarichi, accessi…), dalla scelta dei materiali, che devono essere conformi al contesto climatico, edilizio e di impiego e dalla posa in opera.

La realizzazione di verde osservando le indicazioni delle norme UNI 11235, generalmente il verde estensivo, si basa su sistemi semplici da mettere in opera, ma molto complessi nell’equilibrio tra i vari componenti, drenaggio, accumulo idrico, substrato, vegetazione. Solo un sistema collaudato garantisce la prestazione; l’assemblaggio di elementi non coerenti tra di loro portano all’insuccesso.

Il mondo dell’architettura sta decisamente confluendo verso un nuovo concetto di progettazione e costruzione, che di sicuro tende a privilegiare il benessere cittadino e degli ambienti in cui viviamo. 

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Scritto da

Cesare Arvetti - Research & Development Department
Cesare Arvetti - Research & Development Department

Esperto Isopan con più di 10 anni di esperienza nel mondo della costruzione a secco. L'Arch. Cesare Arvetti supporta i maggiori studi di architettura e di progettazione per individuare le soluzioni più adatte alle esigenze dei singoli progetti.

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