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Intervista a Studio Capaldini

Manni Sipre

Studio Capaldini racconta l’acciaio come architettura integrata.

Abbiamo approfondito la progettazione dell’ampliamento del sito produttivo della F.lli Fragola Spa, realizzato con forniture in acciaio pre-lavorato Manni Sipre, insieme all’Ing. Paolo Capaldini, co-titolare dello studio tecnico che ha curato l’ideazione e la progettazione esecutiva dell’intervento.
Di seguito riportiamo l’intervista, che affronta diversi temi legati all’impiego dell’acciaio: dai vantaggi in fase progettuale alle prospettive future di utilizzo.


Relativamente al progetto dello stabilimento F.lli Fragola, quali sono stati gli elementi principali che l’hanno portata a scegliere l’acciaio per questo intervento?

La F.lli Fragola Spa è una realtà storica del territorio e allo stesso tempo, un punto di riferimento nel proprio ambito. Da due generazioni si occupano di carpenteria metallica per la realizzazione di silos di stoccaggio, impianti di macinazione, dosaggio e movimentazione di materiali polverulenti (farine per alimentazione umana, per la zootecnia, pet food, o materiali inorganici in polvere per l’edilizia o per l’industria cartaria, con soluzioni che devono essere al tempo stesso di rapida esecuzione, economiche e versatili.

Con il nostro studio li affianchiamo nella progettazione, l’esecuzione e il montaggio di impianti anche di grandi dimensioni.
In questo senso possiamo dire che si trattava di una porta già aperta: sia noi, ma sia anche loro nel ruolo di committenti, eravamo già fortemente convinti della convenienza dell’utilizzo dell’acciaio.

L’acciaio, infatti, risolve molte criticità, la sua leggerezza, la sua versatilità e In particolare, grazie anche alla pre-lavorazione totale di dettaglio dell’intera struttura già dal fornitore del materiale, fino a non rendere più necessaria le lavorazioni di carpenteria in officina e quindi ad evitare i costi afferenti al trasporto dei profilati in officina, alle lavorazioni nella medesima, compresa la redazione dei disegni d’officina e la successiva spedizione dell’acciaio lavorato in cantiere per il montaggio in opera.

Grazie infatti a specifici software dedicati, che il nostro studio utilizza già da quasi un decennio, siamo in grado di eseguire tutti gli esecutivi di cantiere (fino al più piccolo dettaglio) in formato digitale già in linguaggio macchina acquisibile come input da macchine a controllo numerico.

Ciò consente a centri di produzione di acciaio pre-lavorato come il vostro, la produzione del 100% delle strutture metalliche (e a richiesta anche dei pannelli di tamponatura), pronte per l’invio direttamente in cantiere per il successivo montaggio in opera (senza ulteriori lavorazioni e quindi saltando completamente tutte le classiche lavorazioni d’officina).

Ovviamente tutto ciò è possibile solo perché noi prevediamo solo giunzioni bullonate e non saldate.


C’erano alternative sul tavolo? Cosa ha reso l’acciaio preferibile in questo caso? Qual è stato l’aspetto progettuale più sfidante dell’opera?


L’acciaio ha velocizzato tantissimo l’esecuzione dell’intervento sia in fase di produzione che di montaggio perché è stato possibile eseguire tutte la pre-lavorazione dell’acciaio contemporaneamente alla realizzazione delle opere fondali; il montaggio poi di tutta la struttura, data la sua leggerezza, è stato possibile eseguirlo velocemente ed economicamente in parte con una piccolissima gru semovente e per il resto con una semplice gru edile a torre.

La medesima leggerezza, ha inoltre influito molto positivamente sul costo e sui tempi di esecuzione delle opere fondali, viste le problematicità del terreno su cui doveva  sorgere l’edificio.
In fase di ideazione del progetto, erano state messe sul tavolo anche altre soluzioni che prevedevano l’utilizzo di strutture prefabbricate in c.a e c.a.p., ma alla fine, proprio la particolarità del terreno di fondazione, unita alle inusuali caratteristiche geometriche e prestazionali l’edificio doveva possedere, ha fatto propendere per l’acciaio. Per quanto attiene poi alle sfide progettuali vi è da evidenziare il particolare contenimento geometrico delle strutture di coperture (cosa questa non ottenibile con strutture in c.a.p.) data la limitazione dell’altezza massima dell’edificio dettata dalle norme urbanistiche del comune di Assisi per le evidenti tutele ambientali) e la massima altezza conseguibile sotto il gancio dei carriponte di cui l’edificio deve essere munito (doppi per ogni campata).

Pari difficoltà progettuali hanno comportato le particolari geometrie della struttura come la notevole luce libera della campata più lunga unita ad una altezza delle vie di corsa dei carriponte (per altro tutti con portata di 10 ton).

Altra sfida è risultata essere lo studio di unioni bullonate particolarmente semplici e veloci da realizzare in opera per contenere i tempi e i costi delle operazioni di montaggio delle varie membrature. Cosa questa che sembra essere stata conseguita, per diretta ammissione dei montatori.

Da ultimo non può non essere evidenziata, a dimostrazione dell’impegno profuso sia in fase di progettazione che di pre-lavorazione, che in tutta la fase di montaggio dei circa 3.400 mq di struttura, non si è riscontrato alcun errore dimensionale degli elementi, come nessun errore di foratura o di numerazione e quantificazione di elementi prodotti.


Sappiamo che il suo studio di ingegneria crede molto nell’approccio costruttivo off-site che impiega elementi in acciaio finiti pronti per il montaggio in cantiere, una filosofia che come Gruppo sposiamo appieno. In generale cosa l’ha spinta negli anni verso questo approccio?

 

Fondamentalmente l’acciaio risolve i problemi e li risolve in maniera economica.
Ovviamente serve esperienza per saperlo gestire e modellare su ogni progetto: è il classico tema del quanto costa il professionista rispetto a quanto ti fa risparmiare il professionista.

L’acciaio è affascinante perché lascia spazio alla fantasia, alla creatività, all’inventiva, alle modifiche in corso d’opera. Il cemento, al confronto, è molto più monotono e “pesante”.

È vero, con l’acciaio la fase progettuale iniziale è più delicata e può sembrare anche più impattante dal punto di vista dei costi. Ma poi tutto si semplifica e si velocizza in cantiere: il materiale arriva in cantiere direttamente dal fornitore e pronto per il montaggio, con un considerevole risparmio di tempo rispetto agli ordinari sistemi di esecuzione.

La pre-lavorazione con nodi bullonati poi, consente un contenimento anche dei costi ultimi dell’edificio.


Quali caratteristiche delle lavorazioni fornite da Manni Sipre sono state più utili per il suo progetto e cosa distingue, secondo lei, un centro servizi di qualità?

 

È molto semplice:

  • la precisione delle lavorazioni,

  • l’assenza di errori di produzione,

  • i costi.

Se si verificassero errori o imprecisioni di lavorazione si andrebbe incontro a problemi seri che annullerebbero tutti i vantaggi del sistema di produzione perché occorrerebbe sospendere il montaggio, produrre di sana pianta le parti difettose buttando le prime; se poi le parti difettose sarebbero molte, sarebbe un guaio serio anche dal punto di vista economico per tutti.

Preciso però che in 8 anni di vostre forniture, ciò non è mai accaduto neanche in forma lieve.

Per quanto poi attiene alla commessa in argomento, (320 tonnellate circa di acciaio, per realizzare un edificio di 3.200 mq) non c’è stato un solo foro sbagliato. Questo significa che il progetto è stato sviluppato bene, ma anche che le vostre pre-lavorazioni sono stato eseguite in modo impeccabile, competenza tecnica, rispetto delle tempistiche e gestione diretta dei file NC in macchina, senza passaggi intermedi che possono generare errori.


In quali tipologie di intervento l’acciaio è oggi per voi una soluzione chiave?

 

Il nostro studio opera in diversi ambiti, l’acciaio viene proposto da sempre nell’edilizia industriale, ma da alcuni anni lo proponiamo anche nell’edilizia residenziale e per il terziario.

Sono in corso di esecuzione (ed altri ne seguiranno a breve) interventi di ricostruzione di edifici danneggiati dal sisma 2016 del Centro Italia da noi progettati e diretti, dove la committenza privata, sensibile alla pericolosità sismica, ha accettato di buon grado di ricostruire degli edifici con strutture in acciaio.

E’ stato però usato, sempre da noi, l’acciaio anche in un ambito particolare dove detta tipologia di materiale in genere non viene presa in considerazione. Si tratta delle opere di messa in sicurezza d’urgenza (prima dell’intervento di recupero vero e proprio) del complesso monumentale più importante di tutta l’area del cratere del sisma 2016 che è l’Abbazia di S. Eutizio di Preci.
(Il complesso abbaziale costituisce il primo insediamento monastico in Europa ad opera di monaci siriaci a partire dal VI secolo d.c)

Detto complesso monumentale, dopo il sisma, versava in condizioni statiche talmente precarie da non consentire alle maestranze di porre in opera, in sicurezza, le necessarie strutture di sostegno temporanee capaci di sventare il pericolo del loro definitivo crollo.

E’ stato pertanto ideato, previo puntuali rilievi con sistemi computerizzati, più sistemi di strutture di sostegno con profilati metallici pre-lavorati (da voi) che sono stati  rapidamente montati a pié d’opera, ma in zona sicura limitrofa e poi accostati agli edifici pericolanti con gru semovente senza intervento umano in zona di pericolo e li stabilizzati su appositi plinti di fondazione anch’essi prefabbricati e posti in essere con analogo sistema.

Si è trattato quindi di un intervento atipico per l’acciaio, che ha dimostrato però tutta la sua valenza in quanto ha mantenuto in sicurezza tutto il complesso monumentale per diversi anni fino all’inizio degli interventi di definitivo recupero, tutt’ora in corso di realizzazione.


Prevede una crescita dell’uso di profili speciali o di lavorazioni complesse nei prossimi anni?

 

Sì, stiamo cercando di introdurre particolari conformazioni strutturali di dettaglio volte a facilitare e a velocizzare la fase di montaggio in opera degli elementi strutturali che si tradurranno poi in un ulteriore contenimento dei tempi di posa e quindi dei relativi costi.

Questo sistema di pre-lavorazione totale fuori opera dei singoli elementi, per il loro facile contenimento in container, consente anche un economico trasporto a distanze notevoli in zone di difficile accessibilità.

Quali trend vede emergere nel suo settore?

 

Il vero trend è l’acciaio che non passa più in officina di carpenteria, ma arriva direttamente in cantiere, pronto per essere montato in modo semplice e veloce. Questo approccio sarà centrale in molti ambiti.

Non servono soluzioni miracolose: bisogna semplificare il montaggio. Quando il montaggio diventa facile, si aprono anche ambiti ora quasi preclusi a detta tecnologia come il residenziale o il terziario. È fondamentale far capire alle imprese che il valore sta proprio lì: eliminare o ridurre le lavorazioni d’officina e semplificare il montaggio in cantiere.

Il committente deve percepire che gli edifici in acciaio sono più leggeri e sicuri, permettono di risparmiare sulle fondazioni e riducono drasticamente i tempi di realizzazione, spesso meno della metà rispetto ai metodi tradizionali.

L'esecuzione delle successive opere di finitura con il sistema a secco sta entrando poi sempre più auge con ulteriori vantaggi sia sui tempi che sui relativi costi.

Sarà il modo di costruire del futuro.

Un sentito ringraziamento a Studio Capaldini per la disponibilità e per il contributo tecnico e progettuale condiviso nel corso dell’intervista.

Scritto da

Raffaele Bulgarelli - Digital Marketing Expert presso Manni Group
Raffaele Bulgarelli - Digital Marketing Expert presso Manni Group

Raffaele, Digital Marketing Expert di Manni Group, collabora in modo sinergico con Isopan entrando in contatto con il mondo tecnico del pannello sandwich e osservando i trend evolutivi dell’edilizia. Grazie alla formazione in Architettura ha un occhio attento su temi e attività online che coinvolgono i progettisti e gli architetti.

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