Manni Group Magazine: tutto sul mondo delle costruzioni a secco

Architectural Talks | Manni Group incontra Fokke Moerel di MVRDV

Il ciclo di interviste condotto da Manni Group, in occasione della nuova edizione della YACademy, continua oggi con l’architetto Fokke Moerel, partner di MVRDV, studio di architettura e progettazione internazionale, noto per la sua poliedricità di azione e la sua ricerca innovativa nel campo dell’architettura e dell’urbanistica.

 

Cosa troverai in questo prezioso contenuto, oltre l’intervista:

Una concezione di architettura innovativa, verde, ma anche realistica e sociale, al passo con un mondo che cambia velocemente.

È ciò che ha spinto Fokke Moerel ad incrociare la sua strada professionale con quella dello studio internazionale di architettura e progettazione urbana MVRDV. Fokke Moerel è stata, infatti, uno dei primi architetti ad unirsi MVRDV, nel 1998.

A convincerla, c’era e c’è tuttora lo spirito e la mission dell’ufficio “di non escludere niente e nessuno” e di affrontare una grande “varietà di sfide che possono condurre a possibilità non convenzionali e innovative - sempre stimolanti e divertenti ”, come si legge nella sua biografia online.

Nel portfolio dell’architetto Moerel, che attualmente ricopre il ruolo di architetto partner dello studio, ci sono progetti di grande prestigio nei Paesi Bassi, nell’Europa dell’Est, in America e nel resto del mondo.

Si tratta di progetti incentrati soprattutto su opere pubbliche e culturali, trasformazioni urbane e interior design. Alcune delle sue realizzazioni degne di nota sono:

La forza creativa di Fokke Moerel ispira e guida anche il team di interior design e di progettazione impegnato nella realizzazione del primo deposito d’arte accessibile al pubblico del Museo Boijmans van Beuningen a Rotterdam, che aprirà i battenti nel 2021.

 

Ma cosa contraddistingue lo spirito innovativo di MVRDV?

La filosofia dello studio MVRDV ruota intorno all’idea di progettare città e i paesaggi urbani più verdi, inclusivi e sociali.

Una linea di pensiero che dal 1993 ha orientato le scelte progettuali dello studio, fondato a Rotterdam da Winy Maas, Jacob Van Rijs e Nathalie De Vries.

Queste scelte si sono concretizzate in innovativi progetti urbani ed architettonici in tutto il mondo, alcuni dei quali considerati iconici.

Dagli anni ’90 ad oggi, MVRDV ha progettato ed eseguito numerosi lavori, che spaziano da edifici di ogni tipo e dimensioni, a masterplan urbani e ristrutturazioni, e diverse pubblicazioni, installazioni e mostre.

Tra i più importanti progetti realizzati dallo studio ci sono: 

  1. The Imprint, un complesso di due edifici a Paradise City, l’hub turistico di Seul, in Corea;
  2. Depot Boijmans Van Beuningen, un deposito d'arte aperto al pubblico a Rotterdam;
  3. La spettacolare biblioteca Tianjin Binhai Library in Cina;
  4. L’iconica facciata in vetro Crystal Houses, perfettamente armonizzata all’architettura di un edificio storico in mattoni di Amsterdam;
  5. Markthal, un edificio ibrido di Rotterdam che ospita un mercato alimentare e un complesso residenziale.

Questi che abbiamo appena citato sono i progetti più esemplari di un approccio al design unico.

Volumetrie disomogenee, layer sovrapposti, strutture articolate tendenti al verticale, forme inconsuete, materiali innovativi e facciate tridimensionali. Sono alcuni degli elementi che caratterizzano il design dello studio.

Un design tanto visionario quanto tangibile, che quasi anticipa i tempi. I progetti di MVRDV si spingono oltre i confini architettonici, realizzando ciò che a molti altri sembra un sogno impossibile: città più innovative, sostenibili e vivibili.

All’attivo dello studio MVRDV ci sono svariati e prestigiosi premi internazionali. Tra quelli più recenti:

  • DAM Preis - Best New Building in Germany - WERK12 (2021);
  • Life in Architecture Awards – Best Annual architectural and space planning design - Baltyk (2020);
  • Best Urban Renewal Project Award –Taiwan's Outstanding Architecture Project for Tainan Spring (2020);
  • MIPIM Architectural Review Future Projects Award - Overall Winner, and Winner of the Commercial Mixed-use category – Valley (2020);
  • German Design Awards – Excellent Architecture category –The Imprint (2019).

Il pensiero dello studio è influenzato da una concezione dell’architettura urbana che consente alle città e ai paesaggi di svilupparsi verso un futuro migliore.

In questa visione, la sostenibilità è strettamente connessa al concetto di densificazione urbana, ovvero l’uso che viene fatto della superficie della terra, per evitare che un’espansione incontrollata delle città comprometta la qualità dell’ambiente.

Questi concetti si traducono nella realizzazione o nella ristrutturazione di edifici che hanno un forte impatto e legame con l’ambiente circostante, nonché con gli abitanti ed i fruitori dello spazio.

Dall’intervista con Fokke Moerel, come vedremo, emerge chiaramente la voglia dello studio di creare un’architettura straordinaria, che sperimenti ed esplori tutte le nuove possibilità per il futuro.

Ma, allo stesso tempo, un’architettura saldamente ancorata ai bisogni del reale, comprensibile a tutti e in grado di comunicare chiaramente ciò che vuole rappresentare.

Se vuoi scoprire di più su alcuni argomenti riguardanti l'edilizia, accedi alla nostra area webinar: 

 

Andiamo ora a scoprire tutti i dettagli dell’intervista che Manni Group ha realizzato con Fokke Moerel.

Manni Group: MVRDV ha un approccio visionario che attraversa una continua ricerca orientata anche all'architettura e alla tecnologia. Cosa ne pensa del ruolo della tecnologia off site nel futuro?

Fokke Moerel: Penso che stia diventando, ovviamente, sempre più specifico e più reale. Gli strumenti che utilizziamo stanno migliorando notevolmente. E, naturalmente, cerchiamo di trarne vantaggio da questo aspetto. Ė iniziato con il mondo digitale ovviamente. Ora, è qualcosa che è lì e non si può evitare. Ed è positivo, anche se c’è ancora molto dibattito su questo.

Se consegni, ad esempio, come studio di architettura, il tuo modello al costruttore, si finisce sempre per discutere. Il che è davvero strano perché, ovviamente, tutti dovrebbero trarre vantaggio dal fatto che c’è un modello. 

Invece, spesso si finisce per discutere sul modo di lavorare, su ciò che va fatto, quali layers vanno bene e quali no. Ė una sorta di percorso che procede per tentativi ed errori. Ma, ovviamente, è qualcosa che dobbiamo superare.

Stiamo cercando di incorporare diversi workflows nel modo in cui lavoriamo e nel modo in cui affrontiamo il nostro design.

Spesso i designers vedono in qualcosa ciò che non è. Il Boijmans Depot per la sua forma simmetrica sembra un progetto facile. Ma, in realtà, non appena si entra nel dettaglio della facciata e delle piante c’è una grande complessità, e noi puntiamo ad evitare il lavoro artigianale. 

Quindi come farlo nel migliore dei modi? 

Cercando sempre di più di elaborare questi workflows che ci aiutano anche di tenere traccia di ciò che si fa.

Non so se avete presente il progetto Valley ad Amsterdam. Ci sono queste tre torri che somigliano a delle rocce, con una struttura molto irregolare, con tanti balconi uno diverso dall’altro.

Le persone che guardano il render pensano sempre di vedere un bel progetto, ma di difficile realizzazione. Molti sviluppatori, in particolare, non credono possa essere fattibile un progetto così grande, nei limiti del budget a disposizione.

Ma attraverso gli strumenti di progettazione come Rhino e Revit, e il nostro team di scripting, abbiamo sviluppato la facciata ed i suoi balconi, come una sorta di facciata in 3D in modo tale che avesse elementi ripetitivi. 

Quindi è vero che sembra molto irregolare. Ma, alla fine, c’è un intero set di elementi uguali che cambiano e si utilizzano in modi differenti. Così, in questo modo diventa fattibile. 

E, d’altronde, anche tutte le lastre in pietra che compongono la facciata, sono diverse. Attraverso questi software e mediante lo scripting che abbiamo fatto, siamo riusciti, utilizzando BIM, a contrassegnare tutti questi elementi. Così da conoscere esattamente le dimensioni e come sono stati posizionati. E se qualcosa deve essere sostituito, è molto più facile. 

Quindi direi che, sì, sta diventando davvero parte della nostra routine quotidiana, ma c'è molto altro da esplorare. Per questo abbiamo un team speciale nel nostro ufficio che è specializzato nello scripting, e che cerca di combinarlo con i concetti di efficienza e di sostenibilità. 

Manni Group: Ha parlato anche dell'aspetto relativo al rispetto del budget. Quindi per lei la costruzione a secco può essere anche uno strumento per rimanere in una safe zone e rispettare il budget?

Fokke Moerel: Nessun architetto in realtà vuole parlare del budget. Ma, ovviamente, c’è, e ne va tenuto conto. Spesso capita che si renda necessario tagliare certi costi, ma devo dire che ogni volta che lo abbiamo fatto, per quanto a malincuore, ha portato ad un miglioramento del progetto.

All’inizio fa sempre male, poi in realtà ci si rende conto che aveva molto più senso, perché ci si sbarazza di tutto l’eccesso e di quelle cose che si aggiungono solo perché sono belle, e ci si concentra su quelle più pure, che fanno pensare al messaggio che si vuole realmente esprimere con un progetto.

E questo, naturalmente, è anche molto gratificante. Soprattutto se funziona e se continua a rimanere fedele al concetto ed ad essere convincente come lo era prima, o anche di più. Sì, è gratificante. Quindi, è certamente qualcosa con cui dobbiamo avere a che fare.

 

L'intervista si focalizza poi sui prestigiosi progetti dello studio

Manni Group: Molti dei progetti MVRDV sono delle icone, ad esempio, la libreria in Cina che ha il record di progetto più condiviso sui social network.

Penso che la ragione di questo risultato sia la capacità di proteggere i concetti iniziali. A proposito di questo aspetto, quanto è importante il controllo della fase di cantiere?

Fokke Moerel: Certamente è molto importante.

Accanto ai tanti edifici iconici, abbiamo anche molti che non sono così rappresentativi, ma che in realtà danno comunque un aspetto diverso al luogo in cui si trovano. 

Ma che sia iconico o meno, penso che sia davvero importante vedere che ciò che hai in mente sia rappresentato allo stesso modo, quando viene eseguito.

Ed è per questo che il design non si ferma al primo rendering, ma continua nella parte ingegneristica e nella scelta dei materiali e dei dettagli, ecc...Quindi, il controllo del cantiere è fondamentale.

Oggigiorno, noi architetti riceviamo commissioni sempre più brevi. A volte, ci spetta solo la fase della progettazione dell’idea, che va subito consegnata agli appaltatori, che è una cosa abbastanza folle. Ma serve a risparmiare soldi.

Per questo, noi cerchiamo sempre di insistere a rimanere in cantiere fino alla consegna dell’edificio o ad andare in sito il più spesso possibile.

Come ci si assicura altrimenti che venga costruito ciò che si aveva in mente?

Ci sono, ovviamente, molti modi. Spesso, lo si fa progettando nel dettaglio nelle fasi iniziali, che è quello che succede quando si lavora con un modello in BIM, workflows, scripting ecc… 

Ma penso che mantenere il dialogo con gli operai o prima ancora, con gli architetti locali, sia importante. Quindi è necessario essere di più sul posto, invece di usare la realtà virtuale.

Nel progetto di Concordia Design ero effettivamente presente sul posto. Solo così, infatti, si può essere davvero precisi nella selezione del colore, nella finitura dei materiali, o su quanto dettagliata una struttura debba essere. 

A mio avviso, credo sia molto importante tenere traccia del progetto dal vivo. Ed è anche la parte più divertente.

Manni Group: Anche su questo tipo di problemi, pensiamo che la tecnologia offsite possa aiutare anche a controllare questo aspetto e mitigare alcuni errori in cantiere.

Fokke Moerel: Sì, certamente.

Finché, diciamo di riferirci abbastanza presto a che tipo di forma o qualunque cosa vuoi avere, allora puoi anche fare riferimento ad esso. Ed è, ovviamente, qualcosa che si può utilizzare nel monitoraggio dell'edificio in fase di realizzazione.

Facendo l’esempio del Depot, come ho detto, è molto simmetrico. Quindi, in tal senso è semplice. Tuttavia, ogni strato presenta una differente curvatura. 

E di nuovo, in BIM, abbiamo contrassegnato ogni elemento, in modo da sapere esattamente come è stata costruita la facciata, come sono fissati gli elementi alla facciata stessa, quale tipo di collante è stato usato, che tipo di strati, quale rivestimento. Ed anche come dovrebbe essere la forma.

Quindi, in un modello 3D, è tutto riportato con precisione, questo ti permette di verificare facilmente che quanto costruito in loco sia in linea con il progetto. 

Quindi, sì, penso che, soprattutto ora che non è possibile viaggiare così tanto, può essere anche molto utile avere questo tipo di strumenti in cui puoi effettivamente controllare, anziché guardare un’immagine dallo smartphone e credo che sia un aspetto davvero positivo da sviluppare.

 

L'approccio di MVRDV alla sostenibilità

Manni Group: È noto che MVRDV abbia una sorta di approccio non convenzionale alla sostenibilità. Quasi visionario, in alcuni casi. Pensiamo a Pig City, per esempio. Come descriveresti esattamente il concept dello studio per la sostenibilità ambientale?

Fokke Moerel: Noi abbiamo nostro motto: essere sostenibili al 100%. Poi, ovviamente, la domanda da porsi è: “Cosa è sostenibile e come puoi raggiungere la sostenibilità? E, ancora, tutti i progetti sono adatti?”.

Ci sono molti livelli che penso dovremmo provare ad affrontare, dall’inizio del progetto al dialogo con il cliente, e naturalmente le relative certificazioni. E ci sono ulteriori livelli anche in questo. 

Per alcuni c’è ancora soprattutto bisogno di essere capaci di vendere i propri appartamenti o di trovare il giusto affittuario ottenendo il giusto prezzo. Ma, in fondo, direi che sono quasi datati. È bene che ci siano. È un buon punto di partenza, ma non racconta l’intera storia. 

Per noi la sostenibilità è davvero qualcosa di reale. Come probabilmente saprete, è da anni che portiamo avanti il concetto di densificazione, che rappresenta il nostro modo di essere sostenibili. E come creare e mantenere la vita in questi luoghi confortevole, inclusiva e sociale

La parte sociale per noi è molto importante, come anche l’uso dell’area, per massimizzare lo spazio che abbiamo.

Credo che questi concetti siano stati presenti sin dall’inizio dello studio, che ha sempre cercato di costruire edifici il più possibile compatti, mantenendoli comunque aperti per il pubblico. Non si tratta di mettere pannelli fotovoltaici sulle facciate, ma essere comunque molto sostenibili, se si pensa alle città e a come mantenere il resto del pianeta un po’ più aperto.

Rispettare l'ambiente, in linea con il contesto, è un aspetto importante della nostra attività, che cerchiamo di affrontare con tutti gli strumenti di cui disponiamo attualmente per produrre o conservare energia, con l’utilizzo di materiali diversi o il riciclo.

Nella nostra attività bisogna considerare più aspetti per restare al passo di un mondo in continua evoluzione. Possiamo cambiare soltanto un po' alla volta, ed è quello che proviamo a fare.

Alcuni di questi cambiamenti però sono velocissimi e anche molto tecnici, e noi cerchiamo di affrontarli guardandoli da più punti di vista. 

Manni Group: In molti dei vostri progetti abbiamo visto come la sostenibilità ambientale sia da un lato legata a materiali e design, dall'altro ad aspetti di l’identità sociale che deve essere sviluppata attraverso quel progetto.

Pensiamo sia anche uno degli aspetti più potenti del suo studio, quello che ammiriamo di più. I progetti di MVRDV sembrano spingere in avanti i confini architettonici, cambiando di continuo.

Qui, lei ha la possibilità di rivolgersi agli architetti del futuro, alla nuova generazione di progettisti. Quindi, qual è il consiglio che darebbe loro?

Fokke Moerel: Potrei iniziare ad essere più filosofica, ma in realtà la cosa più importante è divertirsi. Bisognerebbe farlo sempre.

Si dovrebbe sapere dove voler andare, avere ambizioni e, certamente, avere una mente molto aperta. Altrimenti, non andrete da nessuna parte.

Guardatevi attorno. Penso che è ciò che si cerca di mostrare con il progetto a far capire realmente il problema e non partire da questo. Cercate di comprendere davvero, di scavare un pò più a fondo, di collegare le cose e aiutare i vostri clienti.

Perché, fondamentalmente, è attraverso questo che, alla fine, potete creare un mondo migliore per molte più persone oltre al semplice cliente che vuole realizzare metri quadrati da vendere. 

Quindi, divertitevi. Penso sia questo il più grande messaggio che si possa dare ai giovani architetti. Rendete il lavoro abbastanza divertente, non solo redditizio. Se volete far soldi, allora dovreste trovare un altro lavoro.

 

Leggi le parole dei principali attori dell'architettura internazionale nelle interviste agli Archistar di Manni Group realizzate in collaborazione con Yacademy. Un contenuto dedicato ai nuovi paradigmi dell'architettura sostenibile e alle idee di progettazione del futuro.