Manni Group Magazine: tutto sul mondo delle costruzioni a secco

Detroit Waterfront District: Okuma secondo classificato con un progetto offsite ad alto impatto sociale

Al motto “Costruiamo insieme il futuro di Detroit”, si classifica al secondo posto del Manni Group Design Award il team spagnolo formato da Miguel de Rojas, Gerardo Peregrín e Marc Amigó Cañas.

 

Tre blocchi architettonici ricchi di vegetazione che, degradando verso il fiume, creano innumerevoli occasioni di incontro tra le comunità sociali e le diverse culture che convivono a Detroit: è Detroit Waterfront District, il quartiere affacciato sul fiume nella capitale mondiale dell’automobile.

Questo progetto di rigenerazione urbana sostenibile era tema di concorso della seconda edizione del Manni Group Design Award, promossa da Manni Group in collaborazione con YAC – Young Architects Competition e Sterling Group. Il team spagnolo Okuma composto da Miguel de Rojas, Gerardo Peregrín e Marc Amigó Cañas, si classifica secondo con un premio di 4.000 €.

Un ponte tra le comunità

Dopo la grande crisi economica degli ultimi decenni, da qualche anno Detroit sta vivendo una vera e propria rinascita. Tuttavia, gran parte della sua popolazione è stata esclusa da questa ventata di innovazione: uno squilibrio sociale che ha già creato molti danni una volta e che urge sanare, se si spera di rilanciare la città.

Il concorso lanciato da Manni Group è stata l’occasione per riflettere sul ruolo socio-culturale dell’architettura in una metropoli americana: l’ambiente progettato da Okuma funge da ponte tra le diverse comunità che convivono a Detroit ed è aperto a tutte le classi sociali.

Come avviene nel concreto questa inclusione? Il progetto è fortemente orientato all’equilibrio funzionale, alternando hotel e appartamenti di lusso a parchi pubblici e centri educativi. La vegetazione fa da cornice alle numerose occasioni d’incontro create dall’architettura, e alla reale integrazione tra questa e l’elemento acquatico. Sono favoriti il trasporto pubblico e le piste ciclabili, così come il collegamento con il fiume attraverso i moli.

Ciclo di vita sostenibile

Lo studio approfondito della sostenibilità di progetto ha considerato l’intero lifecycle dell’edificio, compreso il processo costruttivo. La parola d’ordine è offsite: gli edifici, infatti, sono costituiti da moduli prefabbricati presso lo stabilimento produttivo, procedura che abbatte i costi e aumenta il controllo qualitativo dei materiali; i moduli vengono poi trasportati via fiume direttamente sul luogo di cantiere, scelta che riduce tempi, costi e impatto ambientale.

La vera innovazione del progetto, però, è la costruzione modulare a piramide, che permette di assemblare e consegnare un edificio a tempo di record. La struttura portante in acciaio è costituita dalla carpenteria pesante Manni Sipre.

I tre blocchi architettonici degradano progressivamente verso il fiume Detroit: in questo modo non impattano visivamente sullo skyline cittadino e creano un sistema di terrazze panoramiche, ricche di vegetazione. L’uso dei green roofs, infine, incrementa l’efficienza energetica e la qualità della vita.

 

La Detroit del futuro non lascerà indietro nessuno: la proposta firmata da Okuma riduce drasticamente i costi grazie al metodo di costruzione innovativo, dando vita a un ambiente economico e salubre. Detroit Waterfront District diventa dunque un nuovo polo d’attrazione cittadino a basso impatto ambientale ma ad alto impatto sociale.